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LA GUERRA DEI SEMI DEL DOTTOR FUTURATTOun romanzo giallo e uno spettacolo da ascoltare e da giocare
di e con Gianni Micheli (musiche originali composte dall'autore ed eseguite dal vivo)
le fotografie tratte dallo spettacolo La guerra dei semi del Dottor Futuratto sono di Marta Cirinei (3,73MB) |
In un mondo remoto quanto la Terra, e pacifico, uno scienziato di nome Dottor Futuratto, all'interno del suo castello, è in cerca di invenzioni per disseminare la guerra nell'intero pianeta e trarne un profitto personale. Ma l'uomo, le piante e gli animali sono ostili alla battaglia e resistono ad ogni espediente del medico arrabbiato. Finché, in un giorno di follia, da buon scienziato, il Dottore comprende come ogni vita provenga da un seme e come, modificando il seme anziché l'essere già nato, sia più facile modificare anche la vita in ogni sua forma.
È la nascita di due distinti eserciti di semi geneticamente modificati – guidati dal Capitano Canedoro prima e dal Generale Semeracchio poi – frutto della più fantascientifica (ormai nemmeno tanto) ingegneria genetica, per attaccare e distruggere i “semi antichi” seminati dalle generazioni di culture in pace, e instaurare sulla Terra il primo commercio di semi “mangiatori di semi” in grado di rendere il Dottor Futuratto, unico beneficiario di una nuova legge sul commercio e la vendita dei semi, ricco e famoso.
Riuscirà il Dottor Futuratto nell'impresa? Riusciranno i “semi antichi” a sopravvivere alla guerra spietata? Ma, soprattutto: i prodotti odierni che hanno ormai un posto (che si sappia o no) sulle nostre tavole, dal nome di OGM (Organismi Geneticamente Modificati), possono considerarsi in qualche modo lontani parenti di quella guerra di cui narra la storia? Ed, infine: esistono ancora i “semi antichi”?
Per saperlo basta ascoltare la storia, narrata e accompagnata dai suoni di molti strumenti musicali, antichi anch'essi.
Il romanzo “La guerra dei semi del Dottor Futuratto” può essere rappresentato in un'unica giornata (durata variabile da 30' a 45' ca., a seconda del tempo a disposizione e dell'interazione con il pubblico
) o in più giornate (2 o 4), in strada, in un bosco, in una casa o in un teatro, con luci o senza luci, anche senza una sola presa elettrica, come cento anni fa. A seconda dei contesti e delle occasioni la narrazione può essere inoltre accompagnata da “giochi” per conoscere i “semi antichi”. Giochi indispensabili nel caso si programmi lo spettacolo in più giornate, all'interno di spazi protetti dove i bambini – pubblico prediletto (dai 5 ai 10 anni - bambini più piccoli è indispensabile che siano accompagnati) –, anche insieme ai loro genitori, possano interagire liberamente con la narrazione.
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Lo spettacolo ha debuttato in 4 giornate, nei mesi di giugno e luglio 2004, in occasione della quarta rassegna dell'Ora di Tuk, a cura di Gianni Micheli e promossa dalla Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari.
A questo proposito un grazie all'esperto conoscitore di semi aretino Giovanni Sanarelli (vedi fotografia) e alla sua famiglia per l'aiuto e a Giampiero, di Civiltà Contadina, per la promozione. |
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giannimicheli.it