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Il corvo blu commentato dagli studenti della Scuola Media A. Gentili di Palermo

Quaderno di teatro della stagione 2002/03 - Teatro Libero

Gli articoli che seguono sono tratti da:

35a stagione internazionale 2002/03
UN'ISOLA DI TEATRO
per l'infanzia e la gioventù
QUADERNO DI TEATRO
con riflessioni scritte e visive dei ragazzi,
delle scuole elementari, medie e dell'università,
che hanno partecipato agli spettacoli

THEATRUM MUNDI EDIZIONI, Palermo 2003
pp. 38-43

su gentile concessione del
Teatro Libero - Palermo


"Corvo blu" è un racconto musicale, molto allegorico.
È interpretato dallo stesso autore, Gianni Micheli, e da Rosanna Gentili.
Narra la storia del corvo Gelsomino che viene emarginato dal suo gruppo perché incapace di gracchiare e per il colore del becco che è blu e quindi dissimile da tutti gli altri corvi.
Gelsomino è diverso dagli altri, perché riesce a suonare molti strumenti rallegrando se stesso e chi lo ascolta. Vivrà tante avventure e vagherà accompagnato sempre dai suoi strumenti e dalla sua musica. Grazie ad essa riesce a tranquillizzare l'animo cattivo di un gigante, Mortuo, e finisce col recuperare il tesoro che questi aveva rubato ad una gentile vecchietta incontrata da Gelsomino nel suo vagare.
Gelsomino viene ricompensato dalla vecchietta con il tesoro, ma non lo tiene per sé, bensì lo distribuisce alla popolazione del villaggio dei corvi affamata a causa di una carestia.
Il "Gran Corvo" venuto a conoscenza dell'operato di Gelsomino, lo convoca e lo nomina "Gran Maestro Cantore".
Gelsomino riesce a trasmettere anche a lui e al gruppo, l'amore verso il canto e la musica.
Disegno di uno studente della Scuola Media A. Gentili di Palermo
La figura del Corvo blu è molto bella, perché rappresenta la diversità che esiste nella società in cui viviamo e ne presenta gli aspetti positivi. Un'altra figura molto efficace è quella del gigante che, nonostante la sua personalità rude e il carattere duro, si trasforma e tira fuori la parte migliore di se anche per merito della musica.
Il lavoro dell'autore è messo in risalto dalla semplice scenografia dove spiccano gli strumenti che rappresentano l'alto valore della musica, linguaggio universale.
Originali anche le maschere che gli attori indossano per rappresentare i vari personaggi e che forse simboleggiano le tante maschere che anche noi indossiamo nella vita quotidiana.
La scena che mi ha maggiormente colpita è quella in cui il "Corvo blu" riesce a trasmettere l'amore per la musica anche al grande corvo, che era sempre stato insensibile ad ogni messaggio.
Il racconto è molto ben recitato e riesce a coinvolgere lo spettatore nella storia e a farlo sentire parte integrante di essa: nella commedia emergono due messaggi: la diversità che spesso noi avvertiamo come difetto, è invece arricchimento; questo vale anche per le culture diverse che si completano e si arricchiscono integrandosi l'una con l'altra.
L'altro messaggio riguarda la musica vista come linguaggio d'amore che diventa universale, perché parla a tutti, e coinvolge coloro che indossano la maschera dell'indifferenza.
È proprio la diversità fra gli uomini l'aspetto bello della vita, perché un mondo tutto uguale, dove non vi sono differenze, è privo di quelle ricchezze, di quelle scoperte culturali, di quei cambiamenti sociali, che ci arricchiscono ogni giorno sempre di più.
Serena Pezzano, classe II L


Disegno di Roberto Ajovalasit della Scuola Media A. Gentili di Palermo
Disegno di Roberto Ajovalasit
In questo spettacolo mi ha colpito la semplicità con cui l'autore della favola esprime un concetto così serio e reale.
L'autore ha dato al protagonista due "diversità" dal gruppo, una fisica, esteriore, cioè il becco blu e una diversità espressiva, il non saper gracchiare. Gli ha però dato una dote, saper suonare molti strumenti musicali e cantare, dote che gli altri corvi disprezzavano.
Come spesso accade il corvo blu (cioè il diverso) viene allontanato dal gruppo; solo alla fine sarà riammesso a causa di una necessità degli altri corvi e così il corvo blu, tornato al gruppo solo per aiutare gli altri, verrà considerato uno di loro, anzi verrà nominato gran cantore: dovrà insegnare a tutti le sue doti speciali, cantare e suonare. Per me questo vuole spiegare la necessità che abbiamo tutti, il bisogno di essere accettati, anche se con qualche differenza, fisica o mentale.
Vincenzo Verro, classe II C


Disegno di uno studente della Scuola Media A. Gentili di Palermo
Questo racconto, rappresentato con lo spettacolo "Il corvo blu", mi è piaciuto molto. Quello che più mi ha colpito è stata la coraggiosa reazione del corvo blu che, nonostante non fosse mai stato incoraggiato da alcuno, anzi rifiutato per non sapere gracchiare, riesce a provare dei sentimenti profondi, come la solidarietà e l'amore verso la gente del suo paese.
Il corvo infatti suona gli strumenti musicali per fare addormentare il gigante, e così facendo la vecchina può rientrare al castello; poi distribuisce a tutta la sua gente oro, argento e brillanti del tesoro conquistato, dimostrando che la diversità fisica o del comportamento non devono essere sufficienti per una valutazione negativa dei sentimenti di ogni uno di noi. Al contrario molto spesso coloro che sembrano diversi, apparentemente, compiono azioni spontanee e sincere dal profondo del loro cuore.
Gioacchino Rosato


I costumi della favola hanno tutti dei colori scuri: dal vestito di Gelsomino al mantello nero della vecchia signora. Le uniche macchie di colore sono rappresentate dal rosso dello scialle della signora e dalla maschera del mostro, illuminati da luci che vanno dal bianco al rosso a seconda della scena.
Gianni Micheli e Rosanna Gentili con grande bravura attraverso la loro recitazione ci trasmettono un profondo messaggio che è quello della tolleranza. Infatti è importante accettare le diversità, conoscerle e apprezzarle arricchendo il nostro sapere.
Michela Facciolo, classe II L
Disegno di uno studente della Scuola Media A. Gentili di Palermo