|
[...] Dovete dunque sapere che alcuni anni or sono tutta l'acqua della Valle delle bolle d'acqua pulita ha rischiato di diventare nera, sporca, oleosa, viscida, puzzolente. Di inquinarsi, per dirla con un termine tecnico. Ora voi lo sapete che l'acqua inquinata è una disgrazia: non si può bere, non ci si può fare il bagno, non ci si può giocare. Figuratevi nella Valle delle bolle d'acqua pulita dove gli abitanti sono per la maggior parte bolle d'acqua. Che sarebbe successo se l'acqua si fosse inquinata?
Be'… questo è quanto vado a raccontarvi. [...]
|
|
[...]“Boool!”.
Gridò. Uno spillo trafelato, tutto sudato, le veniva incontro e non era ancora a metà del ponte!
“Boool boool boool! Fermo! Fermo! Fermo! Così rischi di farmi scoppiare!”.
Lo spillo, che si chiamava Spillo, come sentì la voce che gli urlava contro di fermarsi, si inchiodò immediatamente sul ponte. Spiiiilll! Ansimava. Era uno spillo giovane, dall'aria un po' pensierosa.
“Spilll! Presto! Fammi passare! Ho fretta!”. [...]
|
|
[...] Quando arrivò Spillo vide che il mercato di Bollestagna era quasi completamente vuoto. Vuoto di bolle d'acqua, intendo. C'erano saponi, spazzolini, dentifrici, ma non una sola bolla d'acqua.
“Scusi… Spilll! Sa dirmi dove sono andate tutte le bolle d'acqua?”.
Chiese ad uno spazzolino venuto dal Nord a far fortuna nella Valle delle bolle d'acqua pulita.
“Sono alla Casa Del Governo Dell'Acqua! Ci sono le elezioni!”.
“Le elezioni? Spilll! Ma le bolle d'acqua si sono sempre governate da sole, andando d'amore e d'accordo!”.
“Ora non più! Sta succedendo qualcosa di molto grave. Non hai letto il Bollettino? Hanno rubato la bolla della fiducia! E Bollacciò, il capo dei capi delle bolle dell'ordine, si è candidato Sindaco per far tornare le cose al loro posto!”. [...]
|
|
[...] Non vi dico che bolla fece Bollacciò quando vide la firma delle sorelle Bollebollelelle. Sbiancò, barcollò, quasi sbuffò come un treno in corsa. Quindi si rimbollacciò, si grattò, si sbollò un paio di sottobolle, ripiegò la lettera, la consegnò ad una bolla dell'ordine e sussurrò, rivoltò a Spillo, quasi senza fiato:
“Do… do… dove l'hai presa? Boool!”.
“Spilll! Gliel'ho detto. Me l'ha data stamani Bellabolla, la bolla che ho fatto scoppiare”.
“Bellabolla? Boool! Hai fatto scoppiare Bellabolla???”. [...]
|
|
[...] Dietro di loro incedeva, a passi lenti, un secchio blu di acqua puzzolente. Aveva un occhio torbido, un teschio nero incollato su tutto il corpo e conteneva l'acqua più sporca, lurida, schifosa che ciascuno di loro avesse mai visto. Frizzava ed era pieno di bolle d'aria nervose, che saltellavano come in cerca di pace, o di qualcuno da calpestare.
Teschio, questo era il nome del secchio, avanzò senza emettere parola. Quindi, raggiunta Bellabolla, disse:
“Tesssssschio! Tu menti! Non c'è nessuno qui fuori! Tesssssschio! Legatela! Siete un branco d'idioti! Incapaci anche di rubare la cosa più semplice da rubare alla gente: la fiducia!”. [...]
|
|
[...] “Avrei una proposta migliore, se sei d'accordo!”.
“Tesssssschio! Parla!”.
“Ho ascoltato la tua storia e ne sono rimasto molto colpito. Hai ragione, la valle dell'acqua pulita è in serio pericolo, e molte delle colpe sono dei miei simili. Alcune sorgenti sono inquinate ma non tutte. L'acqua pulita è poca ma sufficiente ancora per ogni essere vivente su questa terra e se lavoriamo bene, possiamo anche credere che un giorno le sorgenti inquinate torneranno ad essere pulite”.
“Non ti credo. Tesssssschio!”. [...]
|