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Nel paese delle leggi

Il Codice Civile del paese delle leggi
Nel paese delle leggi ad una bambina di nome Marina, per uno sbaglio dell'Ufficio dell'Anagrafe che nessuno riuscì a correggere per una strana legge che nessuno conosceva tranne l'Ufficiale dell'Ufficio dell'Anagrafe, era stato assegnato un cognome così lungo che nessuno riusciva a pronunciare. Figuratevi che un giorno, all'asilo, una bambina s'era addormentata mentre la chiamava ed era caduta dall'altalena e s'era rotta un dente. E alla scuola elementare, pensate, aveva millecentoventi registri tutti suoi dove c'era scritto soltanto il suo cognome. E la maestra non la chiamava mai quando faceva l'appello perché se cominciava a chiamarla per cognome rischiava di passare tutta la lezione senza poter fare altro. Così la cercava con gli occhi e se c'era le sorrideva e se non c'era era quasi più contenta.
Come potete immaginarvi le sue amiche la chiamavano soltanto per nome e tutto, alla fine, andava bene anche se Marina cresceva senza ricordarsi a memoria se non le prime tremilacentododici lettere del suo cognome. Alla tremilacentotredicesima lettera, difatti, regolarmente gli si appannava il cervello e aveva bisogno di pensare ad altro per non svenire. Per non dire che pronunciare tutto il suo cognome con un solo respiro era impossibile ma, siccome era tutto intero e non c'erano parentesi, né virgole, né punti chi poteva dirle dove prendere fiato?
Finché il Ministro dell'Istruzione del paese delle leggi fece una legge che obbligava gli insegnanti, per rispetto degli scolari, a chiamare sempre i loro alunni per nome e per cognome. Cosa non successe! La maestra di Marina ebbe un colpo al cuore e fu ricoverata in ospedale e quella che la sostituì non era ancora riuscita a leggere per intero il cognome di Marina che la scuola era già finita. I compagni di classe di Marina furono assai contenti anche se in quell'anno non avevano imparato proprio niente ma per Marina fu un'altra cosa perché quell'anno non fu né bocciata né promossa perché al Segretario della scuola, ogni volta che si metteva a scrivere il suo cognome, gli prendevano dei crampi alla mano da farlo singhiozzare fino al mattino dopo e un giorno gli venne un attacco di panico e si dimenticò di dover scrivere anche quel lungo cognome e così Marina scomparve dalla classe e, siccome nessuno conosceva il suo cognome, nessuno poté dire d'averla conosciuta.
I genitori di Marina, arrabbiati, misero su un avvocato di grido ma il processo non ci fu modo di farlo procedere d'un passo perché nel frattempo il Ministro della Giustizia del paese delle leggi fece una legge che obbligava i giudici, per rispetto degli incriminati, a chiamare sempre gli imputati per nome e per cognome. E così di anno in anno il processo iniziava, il giudice diceva: “Prego la bambina Marina…”, iniziava a sfogliare il primo registro dove stava scritto il cognome di Marina e poi gli si oscurava la vista e chiedeva il caffè e il segretario glielo portava e la gente si annoiava e così via.
Fu proprio nel mentre che Marina cresceva nelle aule di un tribunale che il Ministro dei Consumi del paese delle leggi fece una legge che obbligava tutti gli esercizi commerciali e monetari e fiscali e assistenziali, per rispetto dei diritti dei consumatori, a chiamare sempre i propri clienti per nome e per cognome.
Fu la rovina di Marina che in breve non riuscì più a comprare nemmeno un tozzo di pane e già era una donna che ancora doveva finire la seconda elementare e da un certo punto in poi non si poté nemmeno più ammalare perché il Ministro della Salute del paese delle leggi fece una legge che obbligava i dottori e gli ospedali, per rispetto dei malati, a scrivere sempre per intero il nome e il cognome dei loro assistiti, e non ci fu un infermiere in tutto il mondo che volle assumersi il compito di scrivere e di leggere, anche per una volta sola, il cognome di Marina. Marina sarebbe voluta scappare ma non poteva perché nel passaporto del paese delle leggi il suo cognome non c'entrava. Sarebbe voluta morire ma non poteva perché nelle lapidi del paese delle leggi il suo cognome non c'entrava.
Fu a quel punto che al babbo di Marina, dopo tanti anni di disperazione, venne una bella idea: si mise in politica, riuscì a conquistare il cuore della gente, fu nominato Ministro delle Cose Serie e la prima legge che fece fu quella di permettere a chiunque l'avesse desiderato di poter cambiare il proprio cognome. Marina prese il cognome del babbo ma quello che stupì fu che nell'Ufficio per la Modifica del Cognome si presentarono così tanti bambini e bambine, ragazzi e ragazze, uomini e donne dai cognomi illeggibili, spariti dagli archivi scolastici, commerciali, civili e penali in virtù di tutte le strane leggi del paese delle leggi, che l'Ufficio stesso, per portare a buon fine tutte le pratiche nel giro di pochi anni, fu costretto a fare una legge per poter assumere un milione e settecentoquindicimila impiegati.
Il Ministro delle Cose Serie, desideroso di andare fino in fondo a quella strana faccenda, aprì allora un'indagine e in breve si scoprì che la colpa di quei lunghi e a volte interminabili cognomi era tutta dell'Ufficiale dell'Ufficio Anagrafe che, siccome aveva una strana malattia alle mani, quando scriveva a volte non riusciva a fermarsi e così poteva andare avanti a scrivere un cognome per centinaia e centinaia di fogli. Il povero Ufficiale fu inquisito e fu solo allora che si scoprì un altro aspetto di tutta quella storia: che il povero Ufficiale dell'Ufficio Anagrafe aveva chiesto di essere assegnato ad un altro ufficio, proprio in virtù di quella malattia, ma per una strana legge che nessuno conosceva tranne l'Ufficiale dell'Ufficio Assegnazione Uffici era dovuto restare al suo posto.
Il Ministro delle Cose Serie del paese delle leggi fece dunque una nuova legge per trovare tutte le vecchie leggi e, nel caso, rettificarle o cancellarle seguendo i principi della semplicità e della praticità. La legge fu ben accolta ma ancora ad oggi nessuno è riuscito a metterla in pratica perché nel frattempo nel paese delle leggi si è scoperto che uno dei suoi primi legislatori è stato proprio un parente dell'Ufficiale dell'Ufficio Anagrafe e una delle ragioni per cui il paese delle leggi ha così tante e strane leggi è che quel primo legislatore è stato guarda caso affetto proprio dalla stessa strana malattia del suo pronipote. E tra le prime leggi che ha scritto, in mesi e mesi di interminabile tormento, nel mentre che la mano non riusciva più a fermarsi, quale ci sarà stata, secondo voi? Ma è semplice: la “Legge per modificare e cancellare tutte le leggi”. E da allora, desiderando modificare e cancellare le leggi, più non si contano nel paese delle leggi quelli che si sono addormentati nel tentativo di venire a capo di quella interminabile legge, dovendo ogni volta ricominciar daccapo. Tanti che nessuno è mai riuscito a contarli ed è per questo che è come se non ci fossero mai stati.

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