Storia di un burattino di cartapesta che voleva essere lieto
C'era una volta un burattino di cartapesta… o, meglio, ancora non c'era e per questo voleva esserci… che voleva essere lieto, con due occhi neri ed un sorriso ampio. Ne parlò col burattinaio e siccome questo, di burattini lieti, ancora non ne aveva, fu presto accontentato.
Era una sera d'ottobre quando il burattinaio preparò la colla, l'acqua e i fogli dei quotidiani che già aveva letto per dar vita al burattino di cartapesta che voleva essere lieto. Per far la testa fece una bella palla con un foglio di un quotidiano di economia e la fissò ad un bastoncino. Quindi cominciò con acqua e colla a dare forma al volto, agli occhi ed al sorriso.
Purtroppo il burattino che voleva essere lieto, come vide quella prima impalcatura, lesse il quotidiano e si rattristò: l'economia non andava bene, il lavoro era precario e il cibo e l'acqua facevano prosperare pochi uomini al mondo, spingendo i rimanenti a rubare o ad emigrare in paesi lontani per cercare fortuna.
Se ne accorse il burattinaio che cercò subito di correre ai ripari incollando un nuovo pezzo di foglio sulla smorfia del labbro di quel suo burattino che s'era rattristato, per farlo tornare lieto.
Ahimè sortì l'effetto contrario perché quel foglio scriveva della guerra in un paese lontano, che era triste sopra ogni altra cosa; e quello che lo seguì dello sterminio di un intero popolo, ancor più triste, se possibile; e poi di fame, di furti, di carestie, d'uragani e di terremoti, d'omicidi, di bombe, di sangue e d'ospedali affollati di anime senza sorrisi.
In breve, quando il burattinaio concluse il primo strato di fogli di carta di giornale, il burattino che voleva essere lieto si era a tal punto rattristato che d'esser lieto non ne voleva più sapere, non perché in cuor suo non volesse più essere lieto, ma perché con tutte quelle tragedie scritte sul viso gli sembrava ormai poco opportuno.
Se ne accorse il burattinaio che così gli diede fine, lasciandolo a bocca aperta e coprendogli il volto con un lungo manto, spinto dal vento, imbevuto delle tragedie di questa povera Terra arsa dall'odio.
Quel giorno che il burattinaio troverà giornali con notizie liete, dove si parlerà della pace e dell'abbondanza senza lo spreco, sono sicuro che riprenderà il lavoro sul burattino di cartapesta che voleva essere lieto, dando finalmente forma al suo sorriso. Allora quella bocca si chiuderà, ed anche il sogno del burattino che voleva essere lieto troverà una casa dove potersi realizzare.
Ma così oggi non è, e il burattino, d'essere lieto, proprio non ne vuol sapere.