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La bicicletta di latta

un racconto dedicato a cicloantonio e ai cicloamici pugliesi

La bicicletta di latta in un'illustrazione di Gianni Micheli
Una bicicletta(1) se ne stava appoggiata ad un cassonetto dei rifiuti. Era una piccola bicicletta rossa di latta, un po' sfocata, e mai era stata usata.
«Troppo alta!… Troppo bassa!… Troppo rossa!… Troppo sgonfia!… Troppo lunga!... Troppo lenta!…» questo era quanto era stato detto di lei da chiunque l'avesse avuta tra le mani finché era venuto quello che l'aveva adagiata al cassonetto in attesa che qualcun altro la portasse via.

Si fermò un netturbino e pensò che poteva essere una bicicletta per il suo figliolo. Poi si ricordò che il suo figliolo ne aveva già due, che non usava mai, e passò oltre.
Si fermò un automobilista e pensò che poteva essere un buon trastullo per la sua figliola. Poi vide che era una bicicletta da maschietto, anche un po' sporca, e passò oltre.
Si fermò una guardia e cercò di vedere se accanto alla bicicletta c'era qualche traccia che potesse tradire chi l'aveva abbandonata dove non doveva stare. Ma non vide nulla, si scoraggiò, e passò oltre.
Si fermò un piccione che le beccò la sella per assaggiare se era commestibile. Ma non gli piacque, ci sputò sopra, e passò oltre.
Si fermò un ragazzino che impugnò la sua carabina e le sparò da distanza ravvicinata cercando di colpirla a un pedale. Non ci riuscì, le dette un calcio, e passò oltre.
Si fermò una ragazzina che ci posò la sua bambola e cominciò “il gioco della bambola con la bicicletta”. Non fece in tempo a concluderlo che arrivò la sua mamma, le afferrò un braccio, e la portò oltre.
Si fermò un pallone calciato da un gruppetto di ragazzi. La colpì, rimbalzò, e passò oltre.
Si fermò un giornale buttato via da un signore di mezza età. La sfiorò, si accartocciò, e passò oltre.
Si fermò una buccia di banana fatta cadere da una signora elegante con la borsetta. La raggiunse, scivolò, e passò oltre.
Si fermarono almeno centomila gocce d'acqua piovute dal cielo. La mitragliarono, la lavarono e passarono oltre.

Tanti dunque passarono ma nessuno se la prese finché alla fine del giorno la bicicletta cominciò a sentirsi triste. Si guardò intorno e quella che vide fu solo la strada: una strada bianca, lunga, diritta e luccicante che lei non avrebbe mai percorso. Una lacrima, allora – ma forse era una goccia di pioggia -, le scivolò dal manubrio e cadde su una piccola formica che, senza che nessuno l'avesse notata, stava lì fin dal primo mattino.
La formica andava in cerca di pane quando i suoi occhietti vigili avevano visto la bicicletta e subito se ne erano innamorati. Da quel momento la formica non aveva espresso che un desiderio: “poter montare in sella a quella splendida bicicletta rossa” e non s'era stancata di ripeterselo nonostante il frastuono del giorno e l'arrivo, silenzioso, della notte.
Finché fu investita dalla lacrima e, come d'incanto o per magia, cominciò a crescere… a crescere… e le sue piccole zampe si trasformarono in due gambe e due braccia e il suo desiderio fu in tutto realizzato.

Da allora quella bicicletta rossa di latta non si è più fermata perché la formica che la guida tanto l'ama che non si è ancora stancata.
Si racconta che, insieme, abbiano già attraversato mille città e che in ognuna di queste abbiano lasciato cadere almeno una lacrima poiché per ogni lacrima versata… così si dice… altrettanti desideri si portano a compimento e il mondo diventa meno triste e meno abbandonato.
Per questo, se le vedi arrivare nella tua città, non passare oltre ma inforca veloce una bicicletta e pedala al loro fianco. Chissà che una lacrima della bicicletta di latta e della formica che riuscì a farla correre non sia proprio per te e... PUF!... il tuo desiderio più grande è già diventato realtà.


1) La bicicletta di latta rappresentata nell'illustrazione e protagonista del racconto proviene dal Madagascar e fa parte di un progetto di sviluppo per l'artigianato della Cooperativa Sociale Ravinala. I molti, divertenti e ben fatti prodotti realizzati dalla comunità sostenuta dal progetto sono acquistabili all'interno del circuito del Comercio Equo e Solidale (torna al racconto).

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