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Il signore dei gemelli

Commedia teatrale molto liberamente ispirata a Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, scritta e rappresentata all'interno delle classi IV A/B della Scuola Elementare dell'Istituto Comprensivo "G. Marcelli" di Foiano della Chiana (AR), a.s. 2003/04.

Indice

Personaggi
Primo quadro
Secondo quadro
Terzo quadro
Quarto quadro
Quinto quadro
Sesto quadro

* * *

Personaggi

Due Narratori di come andarono gli eventi
Clonauron, il Signore dei Gemelli
Nergio, il suo fido assistente
Cloni di Clonauron
Prosk, esercito di Clonauron
Fortunato, il giovane eroe
Grossopiede, il suo migliore amico
Oste della locanda, bar, pizzeria, pub "Magic Dance"
Ballerine del "Magic Dance"
Mangialf, il mago buono
Musicisti di scena

* * *

Entra il Narratore 1, lentamente, sorridendo. Porta con sé una sedia. Si porta al centro del palcoscenico, sistema la sedia (frontale al pubblico) e si pone alla sua destra.

Primo quadro

NARRATORE 1

Nella terra sulla quale poggiate i piedi è esistito un tempo di sventura e di coraggio nel quale un uomo solo, crudele, cercò di imporre il proprio dominio su tutta la sua specie. Fortunatamente volle il vento che non vi riuscisse per merito di pochi suoi simili, valorosi, che lo vinsero con una forza di cui non sapevano nemmeno l'esistenza: quella del loro cuore. Oh, meraviglia: senza questi uomini oggi non ci sarebbe terra dove poggiare il piede perché saremmo tutti vittime di Clonauron, il Signore dei Gemelli.
Così ha inizio questa storia, nella terra immonda (mostrando la sedia alle sue spalle dove andrà a sedersi Clonauron) di Clonauron il potente, Clonauron il nero, Clonauron il mago ed il sarto che nelle stanze buie del suo potere cuciva un cappello per legare a sé il destino di tutti gli uomini liberi.
Un cappello per domarli. Un cappello per trovarli. Un cappello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Un cappello dalle virtù di un chimico industriale, capace di trasformare il suo portatore, al solo tocco di un altro uomo, in un creatore di individui della sua stessa forma, dimensione e colore. Sì, in un creatore di suoi propri cloni.
Sbalordite e stupitevi di ciò che narreremo perché fu grazie a questi eventi che voi potete ancora stupirvi della bellezza del mondo senza doverlo vedere con gli occhi di Clonauron il terrore del sole, perché suoi propri cloni.
Si accendano le luci. Si mostrino gli eventi. Musica.


Musica 1 (dovrà essere una musica dove il battere e il levare siano tempi ben scanditi). Il Narratore 1 si porta di lato. Ingresso degli studenti, nei panni dei vari personaggi. Coreografia iniziale.
Entrano le ballerine del “Magic Dance”, di spalle. Tra le mani sorreggono dei fili: i fili della storia.
Percorrono tutto il palcoscenico fino a portarsi sulla sinistra. Entra Clonauron, seguito da Nergio. Nergio gli pulisce i vestiti, controlla che il percorso sia libero, lo sorregge quando inciampa. Finché Clonauron si siede, Nergio gli consegna il cappello e gli resta al fianco. Entra Mangialf, con la sua coscia di pollo stretta nella mano destra. Prosegue diritto fino a fermarsi in proscenio. Mangia. Entrano Fortunato e Grossopiede, fermandosi subito dopo sul fondo, sulla destra, seduti. Giocano. Nergio si porta all'ingresso e conduce in scena, come tirandoli per delle lunghe catene, coloro che ha catturato per diventare cloni di Clonauron. Li fa inginocchiare sul fondo, alle spalle di Clonauron. Entra l'esercito dei Prosk, condotto da un sergente. Fanno un giro del proscenio, marciando, fino a concludere la marcia sulla sinistra. Entrano i musicisti, che si portano in proscenio, proprio davanti a Clonauron (nell'ordine da sinistra: sassofono, clarinetto, flauto, tromba). Fine Musica 1. Il direttore dei musicisti richiama il: "Pronti! E one! E two! E…". Lo interrompe il sassofonista, consegnandogli un fazzolettino di carta per soffiarsi il naso. Il direttore lo guarda perplesso, poi si soffia il naso e riconsegna il fazzoletto al sassofonista, che lo guarda con disgusto. Di nuovo il pronti, il conto e attacco dei musicisti: una scala stonatissima. Tutti paiono nauseati da quei suoni, solo i Prosk sembrano entusiasmarsi (il sergente si mette a dirigere). Nergio, disgustato, li allontana. Riprende la musica 1. Escono le ballerine, seguite dall'esercito dei Prosk, Fortunato, Grossopiede e Mangialf.
Siamo nel castello di Clonaruon, che sta lavorando a maglia per realizzare il “cappello del potere”, grazie al quale intende conquistare il mondo trasformando gli esseri umani in suoi cloni. La musica prosegue finché il cappello è finito. Clonauron consegna a Nergio i ferri e ammira il suo cappello. Chiama Nergio.


CLONAURON

Nergio, ciò che ho cucito è quanto di più bello e fine e supremo sia mai stato rattoppato sulla Terra. Guarda che trama! Guarda che fili ben tessuti. Robusti! Oh! Maestoso cappellino: grazie a te, dominerò il mondo. Vieni, Nergio, vieni. Adesso ti spiego ciò che ho in mente, perché dubito che nella tua piccola mente di servo tu l'abbia compreso.
Questo cappello, tessuto dai miei ferri potenti, cucito dalle mie dita abili di mago e di stregone, ha in sé due doni che tutti i re della terra non hanno mai posseduto… altrimenti non sarei qui. Primo: la virtù dell'invisibilità. Stai attento, Nergio, stai attento. (Clonauron indossa il cappello e… scompare) Dove sono? Cosa faccio? Mi vedi? Non mi vedi? Ah ah ah ah ah! (Clonauron si toglie il cappello). Hai capito?
Ma ora la seconda virtù, ancora più potente e più sublime. Chiunque sia toccato dalle mani di chi indossa il cappello diventa, immediatamente, una sua copia quasi perfetta o, per meglio dire, un suo brutto clone: uguale nell'aspetto ma succube nel comportamento e nel volere al comando del suo padrone… io, me stesso, proprio me! Nergio: portami uno di quelli che hai rapito alla città l'altro ieri, che ti voglio far vedere. Ah ah ah ah ah! Che inizino le danze!

NERGIO

Sì, mio padrone!


Nergio esce di scena e torna con un bambino che barcolla di qua e di là. Lo conduce ai piedi di Clonauron. Musica dei musicisti.

CLONAURON

(guardando il nuovo arrivato) Ma… Nergio… che gli hai fatto?

NERGIO

Mio padrone… purtroppo non voleva seguirmi… diceva che aveva troppe cose da fare… dannata fretta! E allora l'ho dovuto… asfissiare.

CLONAURON

Non avrai usato delle droghe? Altrimenti, mi hai rovinato tutta la struttura (tocca il rapito per sincerarsi che si muova).

NERGIO

No, padrone, no… sono bastati… i miei calzini!

CLONAURON

Bravo Nergio! Ed ora portalo qui davanti. (Clonauron fa alcuni riti propiziatori e poi indossa il cappello. Nergio fa segno di non vederlo più).

NERGIO

Padrone… padrone… dove siete andato?

CLONAURON

Zitto, sciocco! Fammi lavorare… Ariun sariun piriun ziriun Clonauriun. Ale mase cafe Clonarie.


Così dicendo Clonauron porta le mani sul bambino che, appena toccato, si trasforma, nei gesti, nelle movenze e nello sguardo, in una brutta copia di Clonauron. Musica/rumore dei musicisti. Nergio guarda esterrefatto quindi cade in ginocchio, frontale al pubblico (Clonauron è invisibile e lui non sa dove sia).

NERGIO

Oh, grande padrone, tu sì che hai le mani di una sarta… oh, chiedo perdono: di un sarto… ma che dico: del sarto, il migliore che questo mondo cupo abbia mai visto nascere e crescere e dominare, tutto e tutti.
Permettete di inchinarmi al vostro volere. Di baciarvi i piedi, le unghie, i calli, le ginocchia (va in giro cercandoli ma non li trova, essendo Clonauron ancora invisibile).
Signore, io sarò sempre ai vostri ordini. Ricordatevelo: se è vero come è vero che mi chiamo Nergio non vi tradirò mai. (Abbracciando la sedia al posto di Clonauron) Quanto vi voglio bene.

CLONAURON

(togliendosi il cappello) Sì, Nergio… sì! Ma non mi sbavare sul trono. Su! Portamene altri quattro. E poi altri quattro. E poi altri quattro e così via. Già domani la città sarà solo un brulicare di miei cloni sciocchi e ossequienti. Potrò fare tutto ciò che voglio, chiedere ogni cosa che mi verrà in mente e loro… obbediranno. Ah! Che magnifico cappello!

NERGIO

Vado e non preoccupati. Al fine di soddisfare i vostri piani ho rapito per voi uomini e donne, bambini e bambine, cani e gatti e anche qualche lucertola, nell'incertezza. La città è semivuota mentre il nostro castello è pieno come uno dei miei calzini dentro alla sua scarpa, pronto a sfornare tutti i cloni che vorrai, servizievoli, stupidi e generosi nell'offrire la propria vita per conquistarti il mondo.
(Al pubblico) Grandi battaglie hanno inizio. Grandi guerre. Tutto sarà devastato. Tutto sarà rubato per far sì che non rimanga un sorriso che non sia il tuo. Un occhio che non sia il tuo. Una faccia che non sia la tua. Un pensiero che non sia il tuo. Oh sì, non passerà un mese che tutto sarà tuo e tuoi saranno tutti gli uomini, dentro e fuori, grazie alla magia di questo cappello favoloso.


Musica/rumore dei musicisti. Nergio va sul fondo e torna avanti con i sequestrati, tutti straniti. Il rituale si ripete.

NARRATORE 1

Così proseguì Clonauron, all'interno del suo castello nero, sfornando cloni come si sfornano ciambelle, riducendo gli uomini a semplici zimbelli. Ma non volle che proseguisse il fato, il destino o, come meglio si crede, la fortuna che per Clonauron fu sfortuna.
(Il Narratore 1 fa la parte del vento, muovendosi e, al momento opportuno, togliendo il cappello a Clonauron) Un veloce vento d'oriente si portò infatti sul castello, aprì le finestre, penetrò nelle chiuse stanze del potere di Clonauron, giunse sulle sue orecchie, solleticò le sue mascelle e scalzò il magico cappello dalla sua testa buia e senza felicità, portandolo via, con sé, nelle vallate della città immensa. E Clonauron pianse disperato.


Il Narratore inizia a correre, inseguito da Clonauron, dai cloni e da Nergio. Infine scappa in quinta con il cappello, seguito da tutti gli altri. Musica 2. Entra il Narratore 2, lento, con il cappello tra le mani. Lo segue Fortunato, come cercando qualcosa. Fine Musica 2.

Secondo quadro

NARRATORE 2

Il cappello fu deposto, dal vento, nella casa di Fortunato, un giovane simpatico che conosceva soltanto il sorriso e la voglia di vivere e di giocare. E fu così che Fortunato se lo trovò tra le mani, senza sapere di quale potere fosse entrato in possesso.


Il Narratore 2 consegna il cappello tra le mani di Fortunato e si mette di lato.

FORTUNATO

Che è questo straccio portato dal vento? Non l'ho mai visto in casa mia. (Guarda il cappello) Sembra un cappello. Un bruttissimo cappello. Ah! Lo porterò agli oggetti smarriti anche se dubito che qualcuno se lo verrà a riprendere (posa il cappello sulla sedia rimasta al centro del palcoscenico).

GROSSOPIEDE

(facendo capolino) Permesso? Posso entrare?

FORTUNATO

Vieni, vieni Grossopiede, ti aspettavo.

GROSSOPIEDE

Chiamami solo Grosso, per favore.

FORTUNATO

Lo so. Volevo solo prenderti in giro. Aspetta qui, vado a sistemarmi e usciamo.


Fortunato esce di scena. Grossopiede si siede proprio sul cappello. Si rialza velocemente. Prende il cappello, lo aggiusta, lo prova, lo toglie, lo guarda, lo rimette. Entra Fortunato che non lo vede.

FORTUNATO

Ma… è andato via senza aspettarmi? Grosso? Grosso? Dove sei?

GROSSOPIEDE

(rimanendo colpito dal non essere visto) Sono qui!

FORTUNATO

Qui… dove?

GROSSOPIEDE

Qui!

FORTUNATO

(inciampando sui piedi di Grossopiede) Acc… Grosso, dai, che ci aspettano!

GROSSOPIEDE

(incuriosito si alza e fa dei dispetti a Fortunato che continua a non vederlo) Qui! No qui!… (Quindi si stanca e si toglie il cappello per andare) Va be', sono stanco di questo gioco: andiamo.

FORTUNATO

(vedendolo comparire come dal nulla) Oh! Dove… dove… dove eri andato!

GROSSOPIEDE

Non mi sono mai mosso da qui. Mi ero solo messo questo cappello che ho trovato…

FORTUNATO

Il cappello? Aspetta. Grosso, fammi vedere. Voglio provare ad indossarlo anch'io (indossa il cappello).

GROSSOPIEDE

Ehi! Ma… sei sparito!

FORTUNATO

Che sensazione strana! Mi sento come… non saprei, come… Ci sono: come un fantasma. Grosso: ma davvero non mi vedi? Dev'essere un cappello magico! Allora, posso fare qualsiasi cosa? Tutto ciò che voglio senza esser visto? Andrò subito dal pasticcere a mangiarmi un grosso ditale con la crema! No, meglio di no! Andrò al cinema, senza spendere un soldo! No, non mi va! Ecco: me ne andrò in giro per le strade a sentire i discorsi degli altri… chissà quanti intrighi verranno fuori! E se parlano di me? E se parlano della mia famiglia? No! Ma che farò, allora, con questo cappello? (Se lo toglie).

GROSSOPIEDE

(strappandoglielo di mano) Dallo a me. So io cosa farne. Ho sempre desiderato scomparire in mezzo alla gente. Esserci e… puf… non esserci più. E vedere le loro facce, stupite, perplesse. Oh, sì! Mi è venuta un'idea: andremo al “Magic Dance” e improvviseremo uno spettacolo teatrale, come se fossimo gente del circo. Vedrai, rimarranno tutti con gli occhi di fuori. Mettiti lì, facciamo una prova.


Musica dei musicisti.

 

Signore e signori il famoso mago Grossopiede e il suo assistente Fortunato si esibiranno adesso per voi in uno spettacolo degno dei più entusiasmanti racconti di avventure e di peripezie. Non l'avete visto in Europa. Non l'avete visto in America. Non l'avete visto in nessuna parte del mondo ma lo vedrete qui, proprio qui, nella vostra città. Applausi!

Terzo quadro


Nello stesso momento, applaudendo, guidati dalle ballerine del “Magic Dance”, entrano in scena più o meno tutti, portando delle sedie. Siamo all'osteria “Magic Dance”. Gli avventori si sistemano in scena, lasciando i due al centro del palcoscenico. Si nota un gruppetto di persone incappucciate, sulla destra… sono i cloni.

 

Fortunato, girati di spalle (gli consegna il cappello). Ecco, così. Ed ora, alla parola magica che pronuncerò, signore e signori, fate attenzione, che il mio assistente Fortunato scomparirà dai vostri occhi per ricomparire proprio laggiù, in mezzo alla nostra platea. Siete pronti? Fortunato, sei pronto? E allora: adi-asu-acammahia. (Fortunato indossa il cappello. Gli avventori gridano: “Ahhh!”) Ed ecco che Fortunato è scomparso. Ed ora: uno… due… tre… adi-asu-acammahiahiu… ed eccolo laggiù (Fortunato, che è scappato in platea, si toglie il cappello. Gli avventori gridano: “Uhhh!”).


Gli avventori applaudono.

MUSICISTI

Bello spettacolo!

NARRATORE 1

Proprio magnifico.

BALLERINA

Chissà da dove vengono?

BALLERINA

Chi saranno mai?

BALLERINA

Dei tipi davvero strani!

NARRATORE 2

L'invisibilità… che dono! Ma sarà vero?

BALLERINA (spia)

Vero o no so io chi sono: Fortunato, figlio di Elio il Pulito e il suo amico Grossopiede, chiamato da tutti Grosso, figlio di Simone, il tagliatore di legna.

BALLERINA (spia)

Mi sembrava!


Il gruppo delle ballerine torna a confabulare.

CLONE

Di certo mi è parso d'aver visto il nostro cappello!

CLONE

A me no!

CLONE

A me sì, ma pareva rosso!

CLONE

A me blu!

CLONE

Zitti! Era il nostro cappello dei gemelli, non c'è dubbio! Quale altro cappello può far diventare invisibili?

CLONE

Ma… non era un trucco?

CLONE

Zitto, sciocco! Escogitiamo un piano per riprendercelo!


I cloni tornano a confabulare.

OSTE

Bravi! Bravi! E così sapete diventare invisibili!

FORTUNATO

Sì… insomma…

GROSSOPIEDE

Certo che sì! Ma solo quando lo vogliamo noi!

OSTE

Un bel trucco davvero! Non ho mai visto nessuno così bravo. Ho visto spettacoli di magia, di prestimanzia, di cartografia ma l'invisibilità, ancora, non l'avevo vista mai. E poi… così scoperta. Sembrava tutto vero!

FORTUNATO

Lo er…

GROSSOPIEDE

(tappandogli la bocca) Ehm… ci siamo allenati davvero tanto… è un vecchio trucco che mi ha insegnato mio nonno!

OSTE

Tuo nonno? Ma tu non sei Grossopiede, figlio di Simone, il tagliatore di legna?

GROSSOPIEDE

Proprio io, in persona!

OSTE

E tuo nonno non faceva, forse, il mercante di stufe e di ferri di cavallo?

GROSSOPIEDE

Ebbene?

OSTE

Credevo di sbagliarmi, che lavorasse in un circo!

GROSSOPIEDE

No! Ma imparò questo trucco da… da…

AVVENTORE

Da chi? Su! Dillo!

GROSSOPIEDE

Da un venditore di spilli, che conobbe in oriente!

OSTE

Ah sì? (Al pubblico) Che il cielo mi fulmini se credo a una sola parola. C'è sotto qualcosa, non c'è dubbio, ed io… scoprirò cosa! (Di nuovo a Grossopiede) Ma ora sedetevi, mangiate qualcosa e godetevi il favoloso spettacolo delle rinomatissime ballerine del Magic Dance. Dov'è Diamantella?

BALLERINE

Era là… era qui… si starà cambiando…

OSTE

Ah! Non c'è mai, quando la chiamo. Dovrò prendere provvedimenti!


L'oste esce di scena, chiamando: "Diamantella!" Rientra subito dopo nelle vesti di ballerina. Tutti spostano le sedie e si mettono da parte. Musica 3. Danza delle ballerine. Fine Musica 3. Applausi. Le ballerine escono di scena, tranne le due ballerine spie, che si siedono.
Dal fondo una figura strana, vestita di grigio, incappucciata, si avvicina a Fortunato e Grossopiede, che ridono.

MANGIALF

Brave… davvero molto brave e, anche voi, bravi, bravi. Venite qui. Venite… forse ho un ingaggio per voi… venite… venite…(li porta in proscenio. Le due ballerine spie gli stanno molto vicine).
Ma siete dei pazzi? Sapete cosa avete tra le mani? No? E certo che no, altrimenti non vi stareste comportando come degli… non fatemelo dire. E poi così… davanti a tutti… con tutte le spie dell'oscuro signore che ci sono in giro. Sssshhhh! Già parlarne sottovoce è pericoloso. L'oscuro signore sente e vede tutto e sta cercando il suo cappello con ogni sua volontà, perché senza il suo cappello cosa potrà fare? Niente! Dove l'avete trovato? Ah, be'… non importa. Non lo utilizzereste in questo modo se foste al corrente delle sue virtù e se non foste dei bravi ragazzi. Ma quando saprete il rischio a cui state andando incontro... oh, chi può sapere cosa vi succederà.
Quel cappello è stato cucito da Clonauron in persona e, sebbene non vi siate accorti, possiede un'altra virtù oltre a quella che avete già scoperta. Difatti, non solo rende invisibili, cosa che varrebbe poco, ma rende l'uomo che lo indossa capace, con un solo tocco, di assoggettare a sé gli uomini, rendendoli simili a lui, cloni quasi perfetti. Una cosa orribile a pensare.
Ce ne sono già molti, in giro per ogni dove, in cerca del cappello che gli fu tolto dal vento. E Clonauron lo sta cercando in ogni dove, perché solo da quel cappello dipenderà l'esito della guerra che sta per dichiarare al mondo.
Capite, adesso?

FORTUNATO

Ma… cosa possiamo fare?

MANGIALF

C'è una cosa sola che potete fare per distruggerlo: andare nel castello di Clonauron e spezzare i ferri con cui Clonauron l'ha ricamato.

GROSSOPIEDE

(tremando dalla paura) Anda… anda… andare nel castello di Clonauron?

FORTUNATO

Parla piano? Non hai sentito? (Guardandosi intorno) Potrebbero esserci spie anche qui, al “Magic Dance”. Va bene. Io so dov'è! Andremo. Ma… possiamo fidarci di te?

MANGIALF

Certo! Io sono Mangialf, il grande mago buono. Non avete visto la coscia di pollo?

GROSSOPIEDE

Mi pareva!

MANGIALF

Non prendere in giro la mia coscia di pollo. È il simbolo del mio potere e guarda come può tornarvi utile. (Mangialf alza la coscia di pollo e la scena si blocca) Su, andate! Presto. E attenti ai Prosk, i terribili combattenti dell'esercito di Clonauron: esseri stupidi ma forti quasi quanto gli alberi antichi.

FORTUNATO

Grazie, Mangialf. Ci rivedremo?

MANGIALF

Chi lo sa! Via! Presto! Non posso tener ferma la Terra ancora a lungo.


Fortunato e Grossopiede scappano via. Mangialf abbassa la coscia di pollo e tutto torna a muoversi, quindi esce, lentamente. I cloni prendono il proscenio. Si guardano attorno, colpiti.

CLONE

Dove sono andati?

CLONE

Lì!

CLONE

Là!

CLONE

No! Qua!

CLONE

Che facciamo?

CLONE

Inseguiamoli!

CLONE

Raggiungiamoli!

CLONE

Protestiamoli!


Fanno per muoversi ma non sanno proprio dove andare! Si scontrano fra loro, come impazziti. Gli avventori li guardano ridendo. Finché gli si avvicinano le due ballerine spie.

BALLERINA (spia)

So io dove sono andati!

BALLERINA (spia)

E anche io!


I cloni si fermano

CLONE

Dove?

BALLERINA (spia)

Che ci darete in ricompensa?

CLONE

Un tutù nuovo?

BALLERINA (spia)

Quello ce l'abbiamo già!

CLONE

Un pezzo di terra?

BALLERINA (spia)

E che ci facciamo… i pomodori?

CLONE

Buoni!

CLONE

Tre castelli, trenta maggiordomi e trecento teatri dove ballare tutto l'anno!

BALLERINA (spia)

Bene!


Mentre le Ballerine Spie avvicinano a loro i cloni, il Narratore 2 prende il proscenio.

NARRATORE 2

Così Fortunato e Grossopiede furono traditi: per tre castelli, trenta maggiordomi e trecento teatri. Che misero baratto.


I Cloni escono di scena correndo. Li seguono tutti gli altri. Restano in scena solo il Narratore 2 e i musicisti. Subito dopo rientrano in scena Fortunato e Grossopiede, mimando il viaggio. Musica dei musicisti.

Quarto quadro


NARRATORE 2

Spaventati, preoccupati, intimoriti ma pieni di coraggio, Fortunato e Grossopiede si misero subito in cammino, sfidando i venti e le tempeste. (Tira fuori un cartello stradale “Al Castello di Clonauron” e lo appende da qualche parte) E così passarono i deserti e le foreste, seguendo i cartelli per il castello di Clonauron il nero.


Fortunato e Grossopiede escono di scena. Entrano Clonauron e Nergio.

NARRATORE 2

Spaventati, preoccupati, intimoriti ma pieni di coraggio, Fortunato e Grossopiede si misero subito in cammino, sfidando i venti e le tempeste. (Tira fuori un cartello stradale "Al Castello di Clonauron" e lo appende da qualche parte) E così passarono i deserti e le foreste, seguendo i cartelli per il castello di Clonauron il nero.

NARRATORE 2

Ma ancora non sapevano che nel castello di Clonauron il potente, in quello stesso momento, si consumava a piene mani il tradimento.

CLONAURON

Nergio! Notizie dai miei cloni? Hanno trovato il mio cappello? Che disgrazia! Che disgrazia!

NERGIO

Non temete, mio sovrano! I tuoi cloni saranno alla tua altezza, riusciranno nell'impresa.

CLONE

(facendo capolino dalla quinta) Si può?

NERGIO

Entrate, entrate!


Mentre Clonauron si siede entrano i cloni, che ad uno ad uno vanno a prostrarsi ai suoi piedi. Li segue l'oste, con le due ballerine spie.

CLONE

O padrone dei cloni. Abbiamo trovato il cappello.

CLONAURON

Ebbene… datemelo!

CLONE

Ehm… cioè, non l'abbiamo trovato, ma sappiamo dov'è…

CLONAURON

Bestie! E perché siete qui anziché a rincorrerlo?

CLONE

Perché…

CLONE

Perché volevamo il tuo consiglio…

NERGIO

(tirando da parte Clonauron) Mio signore, assomigliare vi assomigliano molto, sono cloni assolutamente perfetti ma, a dire il vero, paiono piuttosto scemi!

CLONAURON

(ribellandosi) Non dirlo nemmeno! Sono miei! (Tornando dai cloni) Allora, su, parlate!

CLONE

Ebbene abbiamo portato chi potrà aiutarci nell'impresa.

CLONAURON

Chi?

OSTE

Permettete di presentarmi. Sono l'oste del “Magic Dance”, il più bello e famoso locale dell'intera contea.

CLONAURON

Lo conosco bene! Solevo addormentarmi tra le vostre bottiglie prima di studiare magia e ricamo.

OSTE

Sono qui, insieme alle mie due ballerine, per aiutarvi: so dov'è il vostro cappello e so cosa stanno cercando di fare quei due imbroglioni.

CLONAURON

Ah sì? Parla!

OSTE

Ehm… parlo… sì… eppure… nostro oscurantissimo signore… non è prevista una ricompensa?

CLONAURON

(a Nergio) Nergio! Levati i calzini!

NERGIO

Con piacere.


Nergio si toglie i calzini e li sventola in faccia all'oste, che cede. Musica dei musicisti, che entrano in scena suonando. Clonauron ascolta il racconto mimico dell'oste e delle ballerine mentre Nergio si rimette i calzini. Finché l'oste saluta e se ne va, indietreggiando e barcollando. Lo seguono le due ballerine. I musicisti restano in scena anche se smettono di suonare: fine musica dei musicisti.

CLONAURON

Adesso tutto è chiaro! Via. All'inseguimento! (I cloni escono scontrandosi l'uno con l'altro) Nergio!

NERGIO

Sì, genialissimo padrone.

CLONAURON

Ordina a tutte le compagnie dei Prosk di cercare i due ragazzi. Ma che non li uccidano, mi raccomando. E, soprattutto, che non vestano i loro indumenti. Pensa se un Prosk indossasse quel cappello? Che ne sarebbe di un mondo pieno di cloni di Prosk!

NERGIO

Orribile!

CLONAURON

Su! Vai! Fai presto! (Nergio esce di scena) Già questa sera riavrò il mio cappello e così conquisterò il mondo. E domani dichiarerò guerra a Nord! E dopodomani a Sud! Ah! Che rabbia! Non lascerò un solo uomo uno che sia diverso da me stesso!


Quinto quadro


Musica dei musicisti. Il Narratore 1 conquista il centro della scena e spinge Clonauron fuori, insieme al Narratore 2. Quindi riprende, mentre tornano in scena Fortunato e Grossopiede. Fine musica dei musicisti.

NARRATORE 1

Dopo alcuni giorni di cammino, seguiti e inseguiti, affamati e assetati, Fortunato e Grossopiede si fermarono per riposare.


Il Narratore 1 si porta di lato, mentre Fortunato e Grossopiede si siedono.

GROSSOPIEDE

Sono disfatto. Ho i piedi più grossi del solito, da quanto abbiamo corso. Fortunato, ma… se tornassimo indietro e ci tenessimo il cappello. Magari potremmo farci qualche clone: uno per andare a scuola, uno per fare i compiti, uno per rifare il letto… e noi potremmo andare tutto il giorno in giro a non fare niente. Sai che bello!

FORTUNATO

Grosso! Che dici! Non ti ricordi le parole di Mangialf? Incombe la sventura su questo cappello (lo tira fuori e lo guarda). E poi, man mano che ci avviciniamo al castello, diventa sempre più pesante.


Frastuono e rumori di marcia.

GROSSOPIEDE

Ah! Stanno arrivando i Prosk! L'esercito di Clonauron. Presto! Nascondiamoci.

FORTUNATO

Dov'è Mangialf? Perché non viene in nostro soccorso?


Fortunato e Clonauron, di fretta, vanno a nascondersi dietro al Narratore. Entra l'esercito dei Prosk.

PROSK SERGENTE

Compagnia… alt!


I Prosk, fermandosi di sorpresa, inciampano uno sull'altro cadendo a terra.

PROSK SERGENTE

(che ha guardato esterrefatto il cadere di tutti i suoi compagni) In piedi, buoni a nulla! Su! In piedi! (Mentre i Prosk si rialzano) Si faccia avanti il Prosk segugio (Si fa avanti il Prosk segugio, il naso quasi a terra. Odora il terreno con voracità). Allora? Sono qui?

PROSK SEGUGIO

Sì, signore. Sono qui, nascosti in qualche luogo. Sento il loro forte puzzo di uomini.

PROSK SERGENTE

Trovali!


Il Prosk segugio inizia a odorare.

PROSK

Non sono qui, ne sono sicuro.

PROSK

Dovrebbero essere piuttosto sciocchi a venire proprio nella terra di Clonauron.

PROSK

Ma che gli importerà, poi, di quel cappello.

PROSK

Pare che a Clonauron gliel'abbia lasciato sua mamma!

PROSK

No! Sua nonna!

PROSK

Sua mamma!

PROSK

Sua nonna!

PROSK

Sua mamma, ed è per questo che ci tiene tanto!

PROSK

Sua nonna, ed è per questo che lo rivuole ad ogni costo.


Mentre i Prosk stanno per venire alle mani entra in scena Mangialf, senza farsi notare, brandendo la sua coscia di pollo. Il Prosk Segugio, distratto dall'odore del pollo, si allontana dal Narratore 2, dietro a cui sono ancora nascosti Fortunato e Grossopiede e se ne va verso Mangialf. Lo vede un Prosk che vede così anche il mago.

PROSK

Tu! Vecchio mago mangiapollo! Che ci fai qui!

MANGIALF

(cercando di scansare il Prosk segugio che fa per avventarsi sul pollo) Passeggiavo!

PROSK

(con ironia) Passeggiava…

MANGIALF

Passeggio sempre dopo aver mangiato. Aiuta la digestione.

PROSK

Scommetto che è qui per difendere i due ragazzini!

PROSK

Si sbaglia di grosso!

PROSK

Li faremo fuori in un boccone!

PROSK

E faremo fuori anche lui!

PROSK

Compagnia dei Prosk… attenti! Vedete il mago! È nella terra di Clonauron! Scorticatelo!


In quello stesso momento i Prosk si lanciano su Mangialf che però brandisce la sua coscia di pollo e tutti si fermano. Musica 4. Entrano le ballerine buone. I Prosk indietreggiano.
Seconda DANZA DELLE BALLERINE.
Durante la danza i Prosk escono man mano di scena, come allontanati da una magia più forte di loro. Quindi, conclusa la danza, Fortunato e Grossopiede si portano avanti, congratulandosi con le ballerine.


FORTUNATO

(inginocchiandosi) Grazie!

GROSSOPIEDE

(imitando Fortunato) Senza di voi ci avrebbero tagliato come una bistecca saporita!

PROSK

(con ironia) Passeggiava…

BALLERINA

Su! Alzatevi! Vi abbiamo salvato perché crediamo molto nell'importanza della vostra missione.

FORTUNATO

Voi… voi… voi sapete?

CLONAURON

Sì! Le ho messe io al corrente! Queste che sembrano delle semplici ballerine sono invece delle creature preziose, dotate di doni meravigliosi. Doni destinati a scomparire se il mondo diventasse una brutta copia di Clonauron.

BALLERINA

Per questo vi abbiamo aiutato.

BALLERINA

Per questo e per…

BALLERINA

Ebbene: è per colpa nostra che stavate per dover rinunciare alla vostra missione.

GROSSOPIEDE

Che vuol dire?

BALLERINA

Che sono state due di noi a mettere Clonauron sulla vostra strada. Ma fortunatamente le spie si sono scoperte…

BALLERINA

… e così abbiamo fatto in tempo a raggiungervi prima dei Prosk…

BALLERINA

… e, per accelerare il vostro viaggio, vi abbiamo portato anche due doni preziosi!

GROSSOPIEDE

Due doni?

FORTUNATO

Non dovevate disturbarvi!

BALLERINA

No, preferiamo disturbarci, purché arriviate sani e salvi. (Tira fuori un bastone che consegna a Fortunato) Prendi! Con questo bastone la strada che dovrai percorrere diventerà ogni giorno più corta, e già stasera sarai di fronte alle porte del castello di Clonauron il potente.

BALLERINA

(dà a Grossopiede un altro oggetto) E per te questa strana cosa, che non è affatto quello che sembra. Ti tornerà utile nel momento in cui desidererai farne buon uso. Scatenerà le vecchie potenze addormentate, che ti raggiungeranno nel tempo di uno sbadiglio…

BALLERINE

… e, vedrai, ti saranno di grande aiuto.

BALLERINE

Buon viaggio.


Sesto quadro


Le ballerine escono di scena, ballando. Musica dei musicisti. Mentre Mangialf accompagna fuori Fortunato e Clonauron, seguiti dai musicisti, rimane in scena il solo Narratore 1. Fine musica dei musicisti. Musica 5.

NARRATORE 1

Come preannunciato i doni delle ballerine si rivelarono preziosi e, sul calare della sera, Fortunato e Grossopiede raggiunsero il castello di Clonauron.


Clonauron entra in scena, seguito da Nergio, dai cloni e dal Narratore 2.

NARRATORE 2

Dove, nel frattempo, il Potente Signore era nervoso. I suoi cloni piangevano ai suoi piedi, impauriti, mentre il suo valoroso esercito di Prosk era stato annientato da cinque ballerine. La guerra sembrava persa.

NARRATORE 1

Ma Clonauron non era vinto e, ordinato al fido Nergio di portargli i suoi ferri da cucito, si rimise a ricamare.

NARRATORE 2

E tanto ricamò e tanto ricamò che…


Fine musica 5.

CLONAURON

Ci sono. Ho ricamato un filo trasparente che mi permetterà di incatenare quei due ragazzacci. Ma come ho fatto a non pensarci prima! Io sono un mago! Ah ah ah!

NERGIO

Oh, signore! Siete potente!

CLONI

E per Clonauron ip… ip.. ip… urrà!

CLONAURON

Zitti! Brutte copie! Fatemi mettere al lavoro. Via! Lasciatemi spazio che domani voglio dichiarare guerra ad Est e ad Ovest. (Con fare estatico pronuncia parole e lancia il filo immaginario in quinta. Quindi tira e, come se davvero fosse riuscito a prenderli al laccio, Fortunato e Grossopiede entrano in scena, come se fossero legati) Su sa si sa su so si sa su so sa se sa si su…

TUTTI

(nel momento in cui Fortunato e Grossopiede compaiono in scena) Oh!

CLONAURON

(non appena riesce a far arrivare Fortunato e Grossopiede ai suoi piedi) E così pensavate di farla in barba a Clonauron il potente? A Clonauron il buio? A Clonauron il Signore dei Gemelli! Datemi il cappello!

FORTUNATO

No!

CLONAURON

Sì! Cloooonaaaauuuuroooon! (Pronunciando il suo nome e usandolo come una parola magica costringe Fortunato a consegnargli il cappello, tanto forse è il dolore che riesce a procurargli) Eccolo! Ah ah ah! Dov'è Mangialf, il vostro beniamino? Non lo sapevate che lui non può entrare nel mio castello? Ed ora… (indossa il cappello. Tutti gridano “Oh!” Nergio ride, guardando nel vuoto)… sarai tu il mio prossimo clone!


Ma mentre Clonauron si avvicina a Fortunato Grossopiede riesce a liberarsi e si porta in proscenio.

GROSSOPIEDE

Vediamo se il dono funziona. Aiuto!


E così, grazie al dono delle ballerine, chiama in scena tutti gli attori assenti, compreso Mangialf con la sua coscia di pollo e le ballerine, vestiti da grossi alberi, uno dei quali strappa il cappello dalla testa di Clonauron. Nergio si nasconde in platea.

CLONAURON

Chi siete? Che succede? Via dal mio castello! Via, moscerini!

MANGIALF

(brandendo la coscia di pollo) Succede che la tua ingordigia ha risvegliato tutte le potenze del bene, compresi i vecchi alberi della foresta, che dormivano da più di mille anni. E, grazie a loro, anch'io sono riuscito ad entrare nella tua dimora!

CLONAURON

No! Non è possibile. Nergio! Nergio! Dove sei?

ALBERO

(quello che ha il cappello) Arrestatelo! Che paghi per le sue nefandezze!


Clonauron viene portato in proscenio da due alberi, e spinto in ginocchio. Nel frattempo l'albero indossa il cappello e si mette alle sue spalle.

ALBERO

Eccomi ora nelle vesti di giudice, con le armi che tu stesso hai creato. Sono vecchio ma non sono stanco e ho ancora la forza sufficiente per renderti una radice sotterrata. Che te ne pare… ti penti?

CLONAURON

N… N… No! Io sono Clonauron!

ALBERO

(imponendo le mani sulla sua testa) Ed io sono il grande albero della foresta, che hai cercato di tagliare per i tuoi sporchi fini! Se non ti penti ti toccherò e diventerai come me!

CLONAURON

No! Un albero no! Un albero no! Tutto ma un albero no! Mi pento!

ALBERO

E cosa sei disposto a fare per avere il nostro perdono?

CLONAURON

Pulirò la foresta!

ALBERO

Di più!

CLONAURON

Disintossicherò la città! Porterò via tutto lo smog! Sciacquerò tutti i cassonetti dei rifiuti! Vi lascerò di nuovo respirare!

ALBERO

È sufficiente. Portatelo via.


Gli alberi portano via Clonauron. Mangialf prende i ferri di Clonauron.

MANGIALF

Ed ora, Fortunato, tocca a te, tu sei il prescelto: spezza questi ferri, così che tutto possa tornare come prima!


Musica dei musicisti. Fortunato, in proscenio, sebbene con fatica, spezza i ferri di Clonauron. Nello stesso momento i cloni si riscuotono e tornano normali. Quindi, nella gioia generale, il palcoscenico si svuota. Fine musica dei musicisti.
Nergio, cautamente, torna in scena. Prende i ferri. Estrae dalla tasca un nastro di scotch e li aggiusta. Quindi esce dalla parte opposta, già camminando come Clonauron.
Musica 6.


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