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Commedia teatrale molto liberamente ispirata a Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien, scritta e rappresentata all'interno delle classi IV A/B della Scuola Elementare dell'Istituto Comprensivo "G. Marcelli" di Foiano della Chiana (AR), a.s. 2003/04.
Due Narratori di come andarono gli eventi
Clonauron, il Signore dei Gemelli
Nergio, il suo fido assistente
Cloni di Clonauron
Prosk, esercito di Clonauron
Fortunato, il giovane eroe
Grossopiede, il suo migliore amico
Oste della locanda, bar, pizzeria, pub "Magic Dance"
Ballerine del "Magic Dance"
Mangialf, il mago buono
Musicisti di scena
Entra il Narratore 1, lentamente, sorridendo. Porta con sé una sedia. Si porta al centro del palcoscenico, sistema la sedia (frontale al pubblico) e si pone alla sua destra.
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NARRATORE 1 |
Nella terra sulla quale poggiate i piedi è esistito un tempo di sventura e di coraggio nel quale un uomo solo, crudele, cercò di imporre il proprio dominio su tutta la sua specie. Fortunatamente volle il vento che non vi riuscisse per merito di pochi suoi simili, valorosi, che lo vinsero con una forza di cui non sapevano nemmeno l'esistenza: quella del loro cuore. Oh, meraviglia: senza questi uomini oggi non ci sarebbe terra dove poggiare il piede perché saremmo tutti vittime di Clonauron, il Signore dei Gemelli. |
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CLONAURON |
Nergio, ciò che ho cucito è quanto di più bello e fine e supremo sia mai stato rattoppato sulla Terra. Guarda che trama! Guarda che fili ben tessuti. Robusti! Oh! Maestoso cappellino: grazie a te, dominerò il mondo. Vieni, Nergio, vieni. Adesso ti spiego ciò che ho in mente, perché dubito che nella tua piccola mente di servo tu l'abbia compreso. |
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NERGIO |
Sì, mio padrone! |
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CLONAURON |
(guardando il nuovo arrivato) Ma… Nergio… che gli hai fatto? |
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NERGIO |
Mio padrone… purtroppo non voleva seguirmi… diceva che aveva troppe cose da fare… dannata fretta! E allora l'ho dovuto… asfissiare. |
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CLONAURON |
Non avrai usato delle droghe? Altrimenti, mi hai rovinato tutta la struttura (tocca il rapito per sincerarsi che si muova). |
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NERGIO |
No, padrone, no… sono bastati… i miei calzini! |
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CLONAURON |
Bravo Nergio! Ed ora portalo qui davanti. (Clonauron fa alcuni riti propiziatori e poi indossa il cappello. Nergio fa segno di non vederlo più). |
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NERGIO |
Padrone… padrone… dove siete andato? |
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CLONAURON |
Zitto, sciocco! Fammi lavorare… Ariun sariun piriun ziriun Clonauriun. Ale mase cafe Clonarie. |
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NERGIO |
Oh, grande padrone, tu sì che hai le mani di una sarta… oh, chiedo perdono: di un sarto… ma che dico: del sarto, il migliore che questo mondo cupo abbia mai visto nascere e crescere e dominare, tutto e tutti. |
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CLONAURON |
(togliendosi il cappello) Sì, Nergio… sì! Ma non mi sbavare sul trono. Su! Portamene altri quattro. E poi altri quattro. E poi altri quattro e così via. Già domani la città sarà solo un brulicare di miei cloni sciocchi e ossequienti. Potrò fare tutto ciò che voglio, chiedere ogni cosa che mi verrà in mente e loro… obbediranno. Ah! Che magnifico cappello! |
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NERGIO |
Vado e non preoccupati. Al fine di soddisfare i vostri piani ho rapito per voi uomini e donne, bambini e bambine, cani e gatti e anche qualche lucertola, nell'incertezza. La città è semivuota mentre il nostro castello è pieno come uno dei miei calzini dentro alla sua scarpa, pronto a sfornare tutti i cloni che vorrai, servizievoli, stupidi e generosi nell'offrire la propria vita per conquistarti il mondo. |
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NARRATORE 1 |
Così proseguì Clonauron, all'interno del suo castello nero, sfornando cloni come si sfornano ciambelle, riducendo gli uomini a semplici zimbelli.
Ma non volle che proseguisse il fato, il destino o, come meglio si crede, la fortuna che per Clonauron fu sfortuna. |
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NARRATORE 2 |
Il cappello fu deposto, dal vento, nella casa di Fortunato, un giovane simpatico che conosceva soltanto il sorriso e la voglia di vivere e di giocare. E fu così che Fortunato se lo trovò tra le mani, senza sapere di quale potere fosse entrato in possesso. |
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FORTUNATO |
Che è questo straccio portato dal vento? Non l'ho mai visto in casa mia. (Guarda il cappello) Sembra un cappello. Un bruttissimo cappello. Ah! Lo porterò agli oggetti smarriti anche se dubito che qualcuno se lo verrà a riprendere (posa il cappello sulla sedia rimasta al centro del palcoscenico). |
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GROSSOPIEDE |
(facendo capolino) Permesso? Posso entrare? |
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FORTUNATO |
Vieni, vieni Grossopiede, ti aspettavo. |
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GROSSOPIEDE |
Chiamami solo Grosso, per favore. |
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FORTUNATO |
Lo so. Volevo solo prenderti in giro. Aspetta qui, vado a sistemarmi e usciamo. |
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FORTUNATO |
Ma… è andato via senza aspettarmi? Grosso? Grosso? Dove sei? |
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GROSSOPIEDE |
(rimanendo colpito dal non essere visto) Sono qui! |
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FORTUNATO |
Qui… dove? |
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GROSSOPIEDE |
Qui! |
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FORTUNATO |
(inciampando sui piedi di Grossopiede) Acc… Grosso, dai, che ci aspettano! |
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GROSSOPIEDE |
(incuriosito si alza e fa dei dispetti a Fortunato che continua a non vederlo) Qui! No qui!… (Quindi si stanca e si toglie il cappello per andare) Va be', sono stanco di questo gioco: andiamo. |
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FORTUNATO |
(vedendolo comparire come dal nulla) Oh! Dove… dove… dove eri andato! |
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GROSSOPIEDE |
Non mi sono mai mosso da qui. Mi ero solo messo questo cappello che ho trovato… |
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FORTUNATO |
Il cappello? Aspetta. Grosso, fammi vedere. Voglio provare ad indossarlo anch'io (indossa il cappello). |
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GROSSOPIEDE |
Ehi! Ma… sei sparito! |
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FORTUNATO |
Che sensazione strana! Mi sento come… non saprei, come… Ci sono: come un fantasma. Grosso: ma davvero non mi vedi? Dev'essere un cappello magico! Allora, posso fare qualsiasi cosa? Tutto ciò che voglio senza esser visto? Andrò subito dal pasticcere a mangiarmi un grosso ditale con la crema! No, meglio di no! Andrò al cinema, senza spendere un soldo! No, non mi va! Ecco: me ne andrò in giro per le strade a sentire i discorsi degli altri… chissà quanti intrighi verranno fuori! E se parlano di me? E se parlano della mia famiglia? No! Ma che farò, allora, con questo cappello? (Se lo toglie). |
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GROSSOPIEDE |
(strappandoglielo di mano) Dallo a me. So io cosa farne. Ho sempre desiderato scomparire in mezzo alla gente. Esserci e… puf… non esserci più. E vedere le loro facce, stupite, perplesse. Oh, sì! Mi è venuta un'idea: andremo al “Magic Dance” e improvviseremo uno spettacolo teatrale, come se fossimo gente del circo. Vedrai, rimarranno tutti con gli occhi di fuori. Mettiti lì, facciamo una prova. |
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Signore e signori il famoso mago Grossopiede e il suo assistente Fortunato si esibiranno adesso per voi in uno spettacolo degno dei più entusiasmanti racconti di avventure e di peripezie. Non l'avete visto in Europa. Non l'avete visto in America. Non l'avete visto in nessuna parte del mondo ma lo vedrete qui, proprio qui, nella vostra città. Applausi! |
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Fortunato, girati di spalle (gli consegna il cappello). Ecco, così. Ed ora, alla parola magica che pronuncerò, signore e signori, fate attenzione, che il mio assistente Fortunato scomparirà dai vostri occhi per ricomparire proprio laggiù, in mezzo alla nostra platea. Siete pronti? Fortunato, sei pronto? E allora: adi-asu-acammahia. (Fortunato indossa il cappello. Gli avventori gridano: “Ahhh!”) Ed ecco che Fortunato è scomparso. Ed ora: uno… due… tre… adi-asu-acammahiahiu… ed eccolo laggiù (Fortunato, che è scappato in platea, si toglie il cappello. Gli avventori gridano: “Uhhh!”). |
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MUSICISTI |
Bello spettacolo! |
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NARRATORE 1 |
Proprio magnifico. |
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BALLERINA |
Chissà da dove vengono? |
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BALLERINA |
Chi saranno mai? |
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BALLERINA |
Dei tipi davvero strani! |
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NARRATORE 2 |
L'invisibilità… che dono! Ma sarà vero? |
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BALLERINA (spia) |
Vero o no so io chi sono: Fortunato, figlio di Elio il Pulito e il suo amico Grossopiede, chiamato da tutti Grosso, figlio di Simone, il tagliatore di legna. |
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BALLERINA (spia) |
Mi sembrava! |
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CLONE |
Di certo mi è parso d'aver visto il nostro cappello! |
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CLONE |
A me no! |
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CLONE |
A me sì, ma pareva rosso! |
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CLONE |
A me blu! |
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CLONE |
Zitti! Era il nostro cappello dei gemelli, non c'è dubbio! Quale altro cappello può far diventare invisibili? |
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CLONE |
Ma… non era un trucco? |
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CLONE |
Zitto, sciocco! Escogitiamo un piano per riprendercelo! |
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OSTE |
Bravi! Bravi! E così sapete diventare invisibili! |
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FORTUNATO |
Sì… insomma… |
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GROSSOPIEDE |
Certo che sì! Ma solo quando lo vogliamo noi! |
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OSTE |
Un bel trucco davvero! Non ho mai visto nessuno così bravo. Ho visto spettacoli di magia, di prestimanzia, di cartografia ma l'invisibilità, ancora, non l'avevo vista mai. E poi… così scoperta. Sembrava tutto vero! |
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FORTUNATO |
Lo er… |
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GROSSOPIEDE |
(tappandogli la bocca) Ehm… ci siamo allenati davvero tanto… è un vecchio trucco che mi ha insegnato mio nonno! |
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OSTE |
Tuo nonno? Ma tu non sei Grossopiede, figlio di Simone, il tagliatore di legna? |
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GROSSOPIEDE |
Proprio io, in persona! |
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OSTE |
E tuo nonno non faceva, forse, il mercante di stufe e di ferri di cavallo? |
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GROSSOPIEDE |
Ebbene? |
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OSTE |
Credevo di sbagliarmi, che lavorasse in un circo! |
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GROSSOPIEDE |
No! Ma imparò questo trucco da… da… |
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AVVENTORE |
Da chi? Su! Dillo! |
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GROSSOPIEDE |
Da un venditore di spilli, che conobbe in oriente! |
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OSTE |
Ah sì? (Al pubblico) Che il cielo mi fulmini se credo a una sola parola. C'è sotto qualcosa, non c'è dubbio, ed io… scoprirò cosa! (Di nuovo a Grossopiede) Ma ora sedetevi, mangiate qualcosa e godetevi il favoloso spettacolo delle rinomatissime ballerine del Magic Dance. Dov'è Diamantella? |
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BALLERINE |
Era là… era qui… si starà cambiando… |
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OSTE |
Ah! Non c'è mai, quando la chiamo. Dovrò prendere provvedimenti! |
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MANGIALF |
Brave… davvero molto brave e, anche voi, bravi, bravi. Venite qui. Venite… forse ho un ingaggio per voi… venite… venite…(li porta in proscenio. Le due ballerine spie gli stanno molto vicine). |
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FORTUNATO |
Ma… cosa possiamo fare? |
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MANGIALF |
C'è una cosa sola che potete fare per distruggerlo: andare nel castello di Clonauron e spezzare i ferri con cui Clonauron l'ha ricamato. |
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GROSSOPIEDE |
(tremando dalla paura) Anda… anda… andare nel castello di Clonauron? |
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FORTUNATO |
Parla piano? Non hai sentito? (Guardandosi intorno) Potrebbero esserci spie anche qui, al “Magic Dance”. Va bene. Io so dov'è! Andremo. Ma… possiamo fidarci di te? |
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MANGIALF |
Certo! Io sono Mangialf, il grande mago buono. Non avete visto la coscia di pollo? |
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GROSSOPIEDE |
Mi pareva! |
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MANGIALF |
Non prendere in giro la mia coscia di pollo. È il simbolo del mio potere e guarda come può tornarvi utile. (Mangialf alza la coscia di pollo e la scena si blocca) Su, andate! Presto. E attenti ai Prosk, i terribili combattenti dell'esercito di Clonauron: esseri stupidi ma forti quasi quanto gli alberi antichi. |
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FORTUNATO |
Grazie, Mangialf. Ci rivedremo? |
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MANGIALF |
Chi lo sa! Via! Presto! Non posso tener ferma la Terra ancora a lungo. |
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CLONE |
Dove sono andati? |
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CLONE |
Lì! |
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CLONE |
Là! |
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CLONE |
No! Qua! |
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CLONE |
Che facciamo? |
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CLONE |
Inseguiamoli! |
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CLONE |
Raggiungiamoli! |
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CLONE |
Protestiamoli! |
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BALLERINA (spia) |
So io dove sono andati! |
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BALLERINA (spia) |
E anche io! |
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CLONE |
Dove? |
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BALLERINA (spia) |
Che ci darete in ricompensa? |
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CLONE |
Un tutù nuovo?
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BALLERINA (spia) |
Quello ce l'abbiamo già! |
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CLONE |
Un pezzo di terra? |
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BALLERINA (spia) |
E che ci facciamo… i pomodori?
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CLONE |
Buoni! |
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CLONE |
Tre castelli, trenta maggiordomi e trecento teatri dove ballare tutto l'anno!
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BALLERINA (spia) |
Bene! |
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NARRATORE 2 |
Così Fortunato e Grossopiede furono traditi: per tre castelli, trenta maggiordomi e trecento teatri. Che misero baratto. |
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NARRATORE 2 |
Spaventati, preoccupati, intimoriti ma pieni di coraggio, Fortunato e Grossopiede si misero subito in cammino, sfidando i venti e le tempeste. (Tira fuori un cartello stradale “Al Castello di Clonauron” e lo appende da qualche parte) E così passarono i deserti e le foreste, seguendo i cartelli per il castello di Clonauron il nero. |
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NARRATORE 2 |
Spaventati, preoccupati, intimoriti ma pieni di coraggio, Fortunato e Grossopiede si misero subito in cammino, sfidando i venti e le tempeste. (Tira fuori un cartello stradale "Al Castello di Clonauron" e lo appende da qualche parte) E così passarono i deserti e le foreste, seguendo i cartelli per il castello di Clonauron il nero. |
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NARRATORE 2 |
Ma ancora non sapevano che nel castello di Clonauron il potente, in quello stesso momento, si consumava a piene mani il tradimento. |
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CLONAURON |
Nergio! Notizie dai miei cloni? Hanno trovato il mio cappello? Che disgrazia! Che disgrazia!
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NERGIO |
Non temete, mio sovrano! I tuoi cloni saranno alla tua altezza, riusciranno nell'impresa. |
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CLONE |
(facendo capolino dalla quinta) Si può?
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NERGIO |
Entrate, entrate!
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CLONE |
O padrone dei cloni. Abbiamo trovato il cappello. |
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CLONAURON |
Ebbene… datemelo!
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CLONE |
Ehm… cioè, non l'abbiamo trovato, ma sappiamo dov'è… |
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CLONAURON |
Bestie! E perché siete qui anziché a rincorrerlo?
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CLONE |
Perché… |
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CLONE |
Perché volevamo il tuo consiglio…
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NERGIO |
(tirando da parte Clonauron) Mio signore, assomigliare vi assomigliano molto, sono cloni assolutamente perfetti ma, a dire il vero, paiono piuttosto scemi!
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CLONAURON |
(ribellandosi) Non dirlo nemmeno! Sono miei! (Tornando dai cloni) Allora, su, parlate!
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CLONE |
Ebbene abbiamo portato chi potrà aiutarci nell'impresa.
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CLONAURON |
Chi? |
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OSTE |
Permettete di presentarmi. Sono l'oste del “Magic Dance”, il più bello e famoso locale dell'intera contea.
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CLONAURON |
Lo conosco bene! Solevo addormentarmi tra le vostre bottiglie prima di studiare magia e ricamo.
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OSTE |
Sono qui, insieme alle mie due ballerine, per aiutarvi: so dov'è il vostro cappello e so cosa stanno cercando di fare quei due imbroglioni.
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CLONAURON |
Ah sì? Parla! |
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OSTE |
Ehm… parlo… sì… eppure… nostro oscurantissimo signore… non è prevista una ricompensa?
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CLONAURON |
(a Nergio) Nergio! Levati i calzini! |
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NERGIO |
Con piacere.
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CLONAURON |
Adesso tutto è chiaro! Via. All'inseguimento! (I cloni escono scontrandosi l'uno con l'altro) Nergio! |
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NERGIO |
Sì, genialissimo padrone. |
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CLONAURON |
Ordina a tutte le compagnie dei Prosk di cercare i due ragazzi. Ma che non li uccidano, mi raccomando. E, soprattutto, che non vestano i loro indumenti. Pensa se un Prosk indossasse quel cappello? Che ne sarebbe di un mondo pieno di cloni di Prosk!
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NERGIO |
Orribile! |
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CLONAURON |
Su! Vai! Fai presto! (Nergio esce di scena) Già questa sera riavrò il mio cappello e così conquisterò il mondo. E domani dichiarerò guerra a Nord! E dopodomani a Sud! Ah! Che rabbia! Non lascerò un solo uomo uno che sia diverso da me stesso!
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NARRATORE 1 |
Dopo alcuni giorni di cammino, seguiti e inseguiti, affamati e assetati, Fortunato e Grossopiede si fermarono per riposare. |
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GROSSOPIEDE |
Sono disfatto. Ho i piedi più grossi del solito, da quanto abbiamo corso. Fortunato, ma… se tornassimo indietro e ci tenessimo il cappello. Magari potremmo farci qualche clone: uno per andare a scuola, uno per fare i compiti, uno per rifare il letto… e noi potremmo andare tutto il giorno in giro a non fare niente. Sai che bello! |
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FORTUNATO |
Grosso! Che dici! Non ti ricordi le parole di Mangialf? Incombe la sventura su questo cappello (lo tira fuori e lo guarda). E poi, man mano che ci avviciniamo al castello, diventa sempre più pesante. |
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GROSSOPIEDE |
Ah! Stanno arrivando i Prosk! L'esercito di Clonauron. Presto! Nascondiamoci. |
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FORTUNATO |
Dov'è Mangialf? Perché non viene in nostro soccorso? |
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PROSK SERGENTE |
Compagnia… alt! |
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PROSK SERGENTE |
(che ha guardato esterrefatto il cadere di tutti i suoi compagni) In piedi, buoni a nulla! Su! In piedi! (Mentre i Prosk si rialzano) Si faccia avanti il Prosk segugio (Si fa avanti il Prosk segugio, il naso quasi a terra. Odora il terreno con voracità). Allora? Sono qui? |
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PROSK SEGUGIO |
Sì, signore. Sono qui, nascosti in qualche luogo. Sento il loro forte puzzo di uomini. |
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PROSK SERGENTE |
Trovali! |
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PROSK |
Non sono qui, ne sono sicuro. |
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PROSK |
Dovrebbero essere piuttosto sciocchi a venire proprio nella terra di Clonauron. |
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PROSK |
Ma che gli importerà, poi, di quel cappello. |
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PROSK |
Pare che a Clonauron gliel'abbia lasciato sua mamma! |
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PROSK |
No! Sua nonna! |
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PROSK |
Sua mamma! |
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PROSK |
Sua nonna! |
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PROSK |
Sua mamma, ed è per questo che ci tiene tanto! |
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PROSK |
Sua nonna, ed è per questo che lo rivuole ad ogni costo. |
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PROSK |
Tu! Vecchio mago mangiapollo! Che ci fai qui! |
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MANGIALF |
(cercando di scansare il Prosk segugio che fa per avventarsi sul pollo) Passeggiavo! |
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PROSK |
(con ironia) Passeggiava… |
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MANGIALF |
Passeggio sempre dopo aver mangiato. Aiuta la digestione. |
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PROSK |
Scommetto che è qui per difendere i due ragazzini! |
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PROSK |
Si sbaglia di grosso! |
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PROSK |
Li faremo fuori in un boccone! |
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PROSK |
E faremo fuori anche lui! |
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PROSK |
Compagnia dei Prosk… attenti! Vedete il mago! È nella terra di Clonauron! Scorticatelo! |
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FORTUNATO |
(inginocchiandosi) Grazie! |
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GROSSOPIEDE |
(imitando Fortunato) Senza di voi ci avrebbero tagliato come una bistecca saporita! |
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PROSK |
(con ironia) Passeggiava… |
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BALLERINA |
Su! Alzatevi! Vi abbiamo salvato perché crediamo molto nell'importanza della vostra missione. |
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FORTUNATO |
Voi… voi… voi sapete? |
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CLONAURON |
Sì! Le ho messe io al corrente! Queste che sembrano delle semplici ballerine sono invece delle creature preziose, dotate di doni meravigliosi. Doni destinati a scomparire se il mondo diventasse una brutta copia di Clonauron. |
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BALLERINA |
Per questo vi abbiamo aiutato. |
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BALLERINA |
Per questo e per… |
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BALLERINA |
Ebbene: è per colpa nostra che stavate per dover rinunciare alla vostra missione. |
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GROSSOPIEDE |
Che vuol dire? |
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BALLERINA |
Che sono state due di noi a mettere Clonauron sulla vostra strada. Ma fortunatamente le spie si sono scoperte… |
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BALLERINA |
… e così abbiamo fatto in tempo a raggiungervi prima dei Prosk… |
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BALLERINA |
… e, per accelerare il vostro viaggio, vi abbiamo portato anche due doni preziosi! |
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GROSSOPIEDE |
Due doni? |
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FORTUNATO |
Non dovevate disturbarvi! |
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BALLERINA |
No, preferiamo disturbarci, purché arriviate sani e salvi. (Tira fuori un bastone che consegna a Fortunato) Prendi! Con questo bastone la strada che dovrai percorrere diventerà ogni giorno più corta, e già stasera sarai di fronte alle porte del castello di Clonauron il potente. |
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BALLERINA |
(dà a Grossopiede un altro oggetto) E per te questa strana cosa, che non è affatto quello che sembra. Ti tornerà utile nel momento in cui desidererai farne buon uso. Scatenerà le vecchie potenze addormentate, che ti raggiungeranno nel tempo di uno sbadiglio… |
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BALLERINE |
… e, vedrai, ti saranno di grande aiuto. |
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BALLERINE |
Buon viaggio. |
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NARRATORE 1 |
Come preannunciato i doni delle ballerine si rivelarono preziosi e, sul calare della sera, Fortunato e Grossopiede raggiunsero il castello di Clonauron. |
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NARRATORE 2 |
Dove, nel frattempo, il Potente Signore era nervoso. I suoi cloni piangevano ai suoi piedi, impauriti, mentre il suo valoroso esercito di Prosk era stato annientato da cinque ballerine. La guerra sembrava persa. |
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NARRATORE 1 |
Ma Clonauron non era vinto e, ordinato al fido Nergio di portargli i suoi ferri da cucito, si rimise a ricamare. |
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NARRATORE 2 |
E tanto ricamò e tanto ricamò che… |
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CLONAURON |
Ci sono. Ho ricamato un filo trasparente che mi permetterà di incatenare quei due ragazzacci. Ma come ho fatto a non pensarci prima! Io sono un mago! Ah ah ah! |
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NERGIO |
Oh, signore! Siete potente! |
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CLONI |
E per Clonauron ip… ip.. ip… urrà! |
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CLONAURON |
Zitti! Brutte copie! Fatemi mettere al lavoro. Via! Lasciatemi spazio che domani voglio dichiarare guerra ad Est e ad Ovest. (Con fare estatico pronuncia parole e lancia il filo immaginario in quinta. Quindi tira e, come se davvero fosse riuscito a prenderli al laccio, Fortunato e Grossopiede entrano in scena, come se fossero legati) Su sa si sa su so si sa su so sa se sa si su… |
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TUTTI |
(nel momento in cui Fortunato e Grossopiede compaiono in scena) Oh! |
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CLONAURON |
(non appena riesce a far arrivare Fortunato e Grossopiede ai suoi piedi) E così pensavate di farla in barba a Clonauron il potente? A Clonauron il buio? A Clonauron il Signore dei Gemelli! Datemi il cappello! |
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FORTUNATO |
No! |
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CLONAURON |
Sì! Cloooonaaaauuuuroooon! (Pronunciando il suo nome e usandolo come una parola magica costringe Fortunato a consegnargli il cappello, tanto forse è il dolore che riesce a procurargli) Eccolo! Ah ah ah! Dov'è Mangialf, il vostro beniamino? Non lo sapevate che lui non può entrare nel mio castello? Ed ora… (indossa il cappello. Tutti gridano “Oh!” Nergio ride, guardando nel vuoto)… sarai tu il mio prossimo clone! |
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GROSSOPIEDE |
Vediamo se il dono funziona. Aiuto! |
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CLONAURON |
Chi siete? Che succede? Via dal mio castello! Via, moscerini! |
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MANGIALF |
(brandendo la coscia di pollo) Succede che la tua ingordigia ha risvegliato tutte le potenze del bene, compresi i vecchi alberi della foresta, che dormivano da più di mille anni. E, grazie a loro, anch'io sono riuscito ad entrare nella tua dimora! |
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CLONAURON |
No! Non è possibile. Nergio! Nergio! Dove sei? |
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ALBERO |
(quello che ha il cappello) Arrestatelo! Che paghi per le sue nefandezze! |
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ALBERO |
Eccomi ora nelle vesti di giudice, con le armi che tu stesso hai creato. Sono vecchio ma non sono stanco e ho ancora la forza sufficiente per renderti una radice sotterrata. Che te ne pare… ti penti? |
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CLONAURON |
N… N… No! Io sono Clonauron! |
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ALBERO |
(imponendo le mani sulla sua testa) Ed io sono il grande albero della foresta, che hai cercato di tagliare per i tuoi sporchi fini! Se non ti penti ti toccherò e diventerai come me! |
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CLONAURON |
No! Un albero no! Un albero no! Tutto ma un albero no! Mi pento! |
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ALBERO |
E cosa sei disposto a fare per avere il nostro perdono? |
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CLONAURON |
Pulirò la foresta! |
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ALBERO |
Di più! |
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CLONAURON |
Disintossicherò la città! Porterò via tutto lo smog! Sciacquerò tutti i cassonetti dei rifiuti! Vi lascerò di nuovo respirare! |
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ALBERO |
È sufficiente. Portatelo via. |
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MANGIALF |
Ed ora, Fortunato, tocca a te, tu sei il prescelto: spezza questi ferri, così che tutto possa tornare come prima! |