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I brutti anatroccoli

Favola teatrale liberamente ispirata a Il brutto anatroccolo, di H. C. Andersen, dedicata ai trentasette alunni delle classi IVa A e B della Scuola Elementare di Foiano della Chiana, Istituto Comprensivo “G. Marcelli”, a.s. 2002/03.

Il copione pubblicato riporta i disegni dei vari quadri, così come preparati per l'allestimento sul sagrato della Collegiata, a Foiano della Chiana (AR), in data 31 maggio 2003. Valgano come semplice indicazione per una possibile coreografia. Gli anatroccoli potranno aumentare o diminuire di numero a seconda delle classi con le quali si adotterà il testo.

* * *

Musica. I brutti anatroccoli, in fila indiana, vestiti di nero, con un copricapo nero in testa (a forma di becco, costruito con la carta), involtati nella carta, entrano in scena. Ruotano e si muovono malamente, con le gambe impedite. Raggiungono il centro, cercando di stare raccolti, comunque visibili.

I brutti anatroccoli, primo quadro

NARRATORE

Un'estate di tanti anni fa, alle porte di un vecchio castello feudale, tra fossati profondi e foglie di cardo alte quanto un uomo, un'anitra stava nel suo nido. (I brutti anatroccoli, tutti insieme, urlano tre volte RAP!) Covava trentasette uova, uno più grosso dell'altro.
"Non si finisce più con queste uova! - Diceva mentre covava. – Quanto durerà ancora? Sono proprio stanca!"
Un giorno venne a trovarla un'anziana amica.
"Fammi vedere queste uova che non si rompono!" Le chiese. L'anitra allora si alzò e li mostrò.
"Ma grossi! Sei sicura di non esserti seduta sul nido sbagliato?"
"Che vai dicendo!"
"Be'… può succedere! Dai retta a un'amica anziana: sono uova di tacchina! E non rammaricarti: anche a me, una volta, è capitata una cosa simile. Fu un vero inferno! Quei piccoli non ne volevano sapere di andare in acqua! Oohhh… (scoccodando) non mi ci far ripensare! Lasciali stare, e cercati il tuo nido!"
"Questo è il mio nido! Vedrai che non sono uova di tacchina!"
"Fai un po' te: i gusti sono gusti! Blè!"
Non passarono tre giorni che le uova si ruppero, uno dopo l'altro. (I brutti anatroccoli iniziano a muoversi e a rompere la carta nella quale sono avvolti, a occhi chiusi. Di seguito seguono le indicazioni del narratore) Prima si vide uscire la testina, poi le zampette, quindi aprire gli occhi, di seguito muovere il becco, infine zampettare sulla terra. Non vi dico che faccia fece mamma anatra quando vide quei suoi trentasette anatroccoli, grossi, alti e brutti come non ne aveva mai visti al mondo. In quel momento pensò proprio che fossero tacchini, ma poi si ricredette e se ne innamorò come se fossero stati figli suoi!


Il narratore, girando tra gli anatroccoli, raccoglie la carta e la porta via. Quindi gli anatroccoli, liberatisi dai resti del guscio, si guardano attorno, scoprendo il mondo.

I brutti anatroccoli, secondo quadro

ANAT. 5

Ehi… buon giorno a tutti!

ANAT. 11

Buon giorno a te!

ANAT. 4

(al pubblico) Buon giorno a voi!

ANAT. 30

Buon giorno a noi!

ANAT. 17

(in direzione del narratore) Buon giorno a lei!

ANAT. 14

Buon gior… Ah! Ma brutto!

ANAT. 10

Con chi ce l'hai?

ANAT. 29

Con te: (ansimando) sei così brutto che ci hai fatto spaventare! Brutto! Brutto!

ANAT. 26

Senti chi parla! Lui è brutto! Guarda là! Sembra nato da un torcibudello.

ANAT. 19

Da un torci… bidello? Quelli della scuola?

ANAT. 23

No! Un torcibudello, quello che hai sulla zucca! Brutto!

ANAT. 32

Brutto!

ANAT. 34

Brutto!

ANAT. 37

Ehi! La smettete! Siete belli voi! Tsè! Ma guardatevi!

ANAT. 8

Ehi ma… lui è proprio grosso!

ANAT. 12

E lui è proprio tozzo!

ANAT. 6

E lui è troppo grigio!

ANAT. 3

Ssshhh! (Guardandosi e guardando gli altri) Fratelli miei, a me pare… non vorrei dirlo… forse mi sbaglio… ma… siamo tutti uguali!

ANAT. 36

Tutti uguali?!

ANAT. 18

E tutti belli?


Pausa. Si guardano costernati, quindi scuotono la testa in senso negativo.

ANAT. 31

Tutti brutti!

ANAT. 24

Ah! (E sviene. Tutti si prodigano per soccorrerla. Le fanno aria. Cercano di rianimarla).

ANAT. 7

Io non ci sto!

TUTTI

(anche Anat. 24 che nel frattempo si è ripreso) Ah! No!

ANAT. 13

Calma, calma. Deve esserci una spiegazione.

ANAT. 20

Senza dubbio. Un motivo! Una ragione!

ANAT. 15

Chiediamo alla mamma.

ANAT. 21

Che cosa?

ANAT. 2

Ma la ragione del perché siamo nati così brutti!

ANAT. 27

Brutto a chi? (Fa per morderlo. Lo ferma Anat. 22 che continua).

ANAT. 22

Fermi! Siamo tutti brutti, non dimenticatevelo!

ANAT. 28

No, no, no! Io non ci sto! Io non voglio! (Inizia a singhiozzare).

ANAT. 16

Non fare così, vedrai che una soluzione la troviamo!

ANAT. 1

Una pozione che ci faccia diventare belli!

ANAT. 9

Ma quale pozione! Brutti siamo e brutti resteremo!

ANAT. 25

Ah! (Inizia a singhiozzare).

ANAT. 35

Zitti! Mi sembra che mamma anatra ci stia chiamando!

ANAT. 33

Mi sembra anche a me.

ANAT. 5

Presto! Presto! Seguiamola.


I brutti anatroccoli, terzo quadro

Musica. Mentre il narratore prosegue il racconto, i brutti anatroccoli si dispongono frontali al pubblico, in due linee – divisi per classi – marciando al ritmo della musica.

NARRATORE

Che splendida giornata! Mamma anatra decise che era tempo di far conoscere il mondo ai suoi trentasette brutti anatroccoli. Saltò in acqua, spluf!, e li chiamò: "Rap! Rap!", e quelli la seguirono dando ad intendere, con il loro nuotare alla perfezione, che proprio non erano tacchini.
"Guardate come muovono le zampette! – Commentò mamma anatra. – Sono proprio i miei figlioletti. In fondo, guardandoli meglio, sono anche… carini!"
(Il narratore si mette alla testa del corteo ed inizia una marcia sul palcoscenico. I brutti anatroccoli lo seguono in fila indiana. Azione mimica (salti, tuffi, balli quindi pugni). Finché il narratore torna al suo posto, lasciando i brutti anatroccoli a fronteggiare anatre e polli).
Così zampettando giunsero nel cortile delle anatre, dove i trentasette piccoli anatroccoli, anziché essere ben accolti, furono beccati, picchiati e sbeffeggiati dalle anatre più anziane, dalle anatre più giovani, dai polli, dai tacchini, dalle oche, dalle galline, dai pulcini, dal gatto, dal cane e dai topi. Pure la ragazza che dava da mangiare alle bestie tirò loro quante più pedate poté.


I brutti anatroccoli, quarto quadro

Tutti, seduti, con le mani sulla testa, piegano la testa verso il basso. Quindi gridano, come se fossero gli altri anatroccoli e polli e tacchini. Gridando si stringono in cerchio, dandosi le spalle.

NARRATORE

(gridando) Brutti! Brutti! Andate via! Non vi vogliamo! Siete troppo grossi! Siete troppo brutti! Via! Via! Vi mangiasse il gatto! Vi sbranasse il cane! Vi mordesse il tacchino! Vi graffiasse la faraona! Vi muggisse la mucca! Vi grugnisse il maiale! Vi nitrisse il cavallo! Vi belasse la pecora! Vi calciasse la capra! Via! Via! Brutti! Brutti!


Dopo un momento di pausa e di silenzio, i brutti anatroccoli alzano la testa, guardandosi intorno. Si rimane seduti in cerchio. Si alza chi parla, raggiungendo il centro del palcoscenico.

ANAT. 24

Fratelli miei, io suggerisco di andare via!

ANAT. 18

E io ci sto!

ANAT. 27

Come come come? Andare… via?

ANAT. 19

E dove?

ANAT. 1

E quando?

ANAT. 2

E perché?

ANAT. 5

Quante domande! Ma perché siamo brutti e non ci vuole nessuno!

TUTTI

(a gruppi) Vero! Vero! Vero!

ANAT. 3

Non fanno che scacciarci, picchiarci, beccarci, calciarci, muggirci, belarci, graffiarci, ecceterarci ecceterarci.

ANAT. 26

Sorella, hai ragione! Bisogna andare via.

ANAT. 9

Ma… dove? Io ho paura.

ANAT. 16

Il mondo è pieno di gente (toccandosi la testa, come dopo aver ricevuto un pugno) che picchia… e picchia sodo!

ANAT. 10

Brutti come siamo, ci picchieranno dovunque andremo.

ANAT. 35

No, se ci nasconderemo!

ANAT. 21

E allora… andiamo!

ANAT. 29

Sì, andiamo. Magari c'è un posto dove tutte le anatre sono brutte, e noi ci troveremo a nostro agio.

ANAT. 33

Di più: saremo i più belli!

ANAT. 34

Ma certo! Deve esserci! Altrimenti i brutti come farebbero a sopravvivere.

ANAT. 8

Mettiamoci in marcia!

ANAT. 28

E che a nessuno passi per la testa di tornare indietro se no...

TUTTI

(a gruppi) A nessuno! A nessuno! Andiamo! Andiamo!


I brutti anatroccoli, quinto quadro

Musica. All'inizio tutti marciano, ripetendo “Andiamo!”. Quindi scoppia il temporale. Tuoni, fulmini e spari. Il narratore colpisce un tamburo. I brutti anatroccoli, stringendosi tra loro, decidono comunque di andare avanti. Ai colpi di tamburo si piegano a terra, come nascondendosi, poi si rialzano e tornano a marciare contro vento.

NARRATORE

I trentasette brutti anatroccoli camminarono tutto un giorno e tutta una notte e ancora un giorno e ancora una notte e un altro giorno ancora e un'altra notte per giorni e notti e giorni e notti. Passarono il temporale e sopra le loro teste infreddolite sibilarono i proiettili dei cacciatori. Ma nessuno di loro fu colpito, tanto erano brutti che perfino le pallottole non volevano aver niente a che fare con loro. Figurarsi i cacciatori.
Finché venne mattino e gli anatroccoli, arrivati vicino ad un lago, si trovarono finalmente liberi.


Gli anatroccoli mimano il nuoto.

ANAT. 22

Ehi! Questo è un bel posto, mi pare!

ANAT. 10

Un bel laghetto! Ci staremo a meraviglia!

ANAT. 31

(parte come nuotando) Oh! Che delizia! (Tremando) Brrr! Ma che acqua fresca!

ANAT. 13

Per forza: è inverno! Vedrete che tra poco verrà la neve, e noi moriremo di freddo!


Musica. Con l'inizio della musica tutti si volgono verso il cielo con facce stupite.

ANAT. 14

(richiamando l'attenzione di tutti) Ehi! Guardate lassù! Che magnifici animali!

TUTTI

(guardando verso il cielo) Ooohhh!


Tutti iniziano a muovere le ali come volendosi staccare da terra.

ANAT. 25

Che piume bianche! E che collo lungo!

ANAT. 6

Stanno volando verso i paesi caldi! Verso i mari aperti! (Provano a volare ma ancora non ce la fanno).


Ancora pausa. Finché si interrompe la musica.

ANAT. 32

Ma lascia stare! Sono troppo belli per andargli dietro e noi non sappiamo volare!

ANAT. 4

Restiamo qui! L'acqua è fredda ma almeno non c'è nessuno che ci picchia!

ANAT. 7

Sì. Vedrete che ce la faremo. Siamo anatroccoli forti, noi! Non è così?

ANAT. 15

Io avrei qualche dubbio! Mi sento stanco…

ANAT. 4

(tremando) Ed io sono tutta infreddolita. Quasi non riesco a muovere le zampe.

ANAT. 29

(guardando il cielo) E pare che voglia già mettersi a nevicare! Saremo morti nel giro di qualche ora.

ANAT. 37

(urlando) Ho fame!!!

ANAT. 30

Zitti! Così non ce la faremo mai! Dobbiamo restare uniti! Farci caldo a vicenda!

ANAT. 20

Sì, perché noi siamo forti!

ANAT. 12

Brutti, ma forti, fortissimi!

ANAT. 13

Fortissimi, più forti della roccia!

ANAT. 17

Più forti della neve.

ANAT. 35

Più forti dell'inverno.

TUTTI

Sì! Sì! Sì!


Musica. Azione mimica.

I brutti anatroccoli, sesto quadro

NARRATORE

E venne l'inverno. I nostri piccoli anatroccoli (gli anatroccoli starnutiscono e si fermano, congelati) cercarono di resistere ma le zampette si infreddolirono e l'acqua gliele strinse chiudendole nel gelo.
Stavano tutti per morire quando furono salvati da un contadino, che passava di là per caso. Si avvicinò, ruppe il ghiaccio e portò i brutti anatroccoli a casa, da sua moglie. E al calduccio del caminetto gli anatroccoli si rianimarono.
(Gli anatroccoli escono di scena e vanno a cambiarsi il becco, indossandone uno bianco. Quindi rientrano e si sdraiano a terra, esausti).
Non fu la cosa migliore, perché come furono di nuovo in zampa i bambini vollero giocare con loro. Allora gli anatroccoli, che non sapevano cosa volesse dire la parola “gioco”, pensarono che i bambini volessero picchiarli e quindi scapparono in ogni direzione. Ohiohiohiohi! Uno fece cadere una scodella di latte, un altro ruppe un piatto, un terzo cadde in un pane di burro, un quarto rovinò in un dolce di panna e pistacchi. Insomma in meno di un minuto ognuno fece quanti danni non so descrivervi, finché la moglie del contadino, urlando, cominciò a rincorrerli agitando un mattarello. Fortuna che la porta era aperta, così tutti i nostri trentasette anatroccoli riuscirono a scappare fino a nascondersi tra i cespugli immersi nella neve fresca.
Seguirono giorni di magra e di miseria, tanti quanti ce ne vollero per superare l'inverno. Finché all'improvviso, con il nascere del sole della nuova primavera, tutti e trentasette, richiamati da madre natura, spiegarono le ali e, improvvisamente, senza saper come né perché, si alzarono in volo… e su… e su… e su… fino a posarsi su un giardino di meli. E lì, proprio davanti a loro, videro di nuovo quei magnifici uccelli bianchi chiamati cigni.


ANAT. 1

Fratelli! Ho preso una decisione. Sono stanca di una vita così brutta. Andrò da quei magnifici uccelli bianchi e gli chiederò di restare con loro.

ANAT. 2

Ti beccheranno fino a farti morire. Siamo troppo brutti.

ANAT. 3

Invece ha ragione. Che ci importa di essere beccati. Se nessuno ci vorrà mai accettare, meglio saperlo ora che quando saremo vecchi.

ANAT. 4

A me pare una grande sciocchezza. Sono troppo belli.

ANAT. 5

Io vado. (Fa alcuni passi avanti verso il pubblico) Scusate la presunzione, beccateci pure, lo so che siamo brutti, lo so che siete belli, ma teneteci con voi! (Quindi piega le testa in un inchino e rimane immobile).

ANAT. 6

(avvicinandosi a Anat. 5) Ps! Ps ps! Ehi, ehi, che succede? Ti hanno beccato? (Anat. 5 scuote la testa e fa cenno a Anat. 6 di guardare per terra. Anche Anat. 6, dunque, fa l'inchino e si ferma esterrefatto guardando la propria immagine come riflessa sul lago).

ANAT. 7

Ma che hanno quei due? Perché stanno fermi in quel modo?

ANAT. 8

Guardano nell'acqua! Deve esserci qualcosa dentro il lago!


Tutti guardano la propria immagine riflessa nell'acqua. Si fermano con stupore.

ANAT. 9

Ehi! Ma, se i miei occhi non vedono male, ho le piume bianche!

ANAT. 10

Anch'io. Bianche e… e… e belle! Sono proprio belle.

ANAT. 11

Anch'io anch'io. Non mi sembra vero!

ANAT. 12

Ma com'è che non ce ne siamo accorti prima?

ANAT. 13

Forse eravamo così presi dalla nostra bruttezza che…

ANAT. 14

… che non ci siamo accorti d'esser cresciuti e d'esser diventati così belli!


I brutti anatroccoli si specchiano, si pettinano, si lisciano le piume, si sorridono.

ANAT. 15

Adesso ho capito: non siamo anatre! Siamo cigni!

ANAT. 16

Dei bei cigni dal collo lungo, oserei aggiungere!

ANAT. 17

Lungo e bello. Il mio, anzi, è più bello!

ANAT. 18

Che vuoi dire, brutto sciocco!

ANAT. 19

Bello sciocco, casomai. Sono d'accordo con lui, anche se direi che il collo più bello è il mio!

ANAT. 20

Non ricominciamo, non ricominciamo, per carità!

ANAT. 21

Se prima eravamo tutti brutti, adesso siamo tutti belli!

ANAT. 22

Hai ragione. Tutti belli. Tutti belli!

ANAT. 23

Chi l'avrebbe mai pensato, eh? Io proprio no!

ANAT. 24

Neanch'io. Pensavo che sarei stata sempre brutta, sempre, per tutta la vita.

ANAT. 25

E invece siamo cresciuti.

ANAT. 26

E adesso siamo tutti belli, tutti belli, per tutta la vita.

ANAT. 27

Sapete che vi dico: da questa storia ho imparato molto!

ANAT. 28

Anch'io: ho imparato che d'inverno fa freddo!

ANAT. 29

Ma che c'entra! Io ho imparato che anche i brutti sono belli.

ANAT. 30

Questa è proprio bella. Che vuol dire?

ANAT. 31

Se ho capito bene, vuol dire che l'occhio inganna, e che dietro ad una piuma grigia ce ne può essere una bianca.

ANAT. 32

E che sotto ad un grosso anatroccolo ci può essere un bel cigno dal collo lungo.

ANAT. 33

Proprio così. E per questo dobbiamo apprezzare i brutti, perché un giorno saranno belli.

ANAT. 34

E saranno belli perché lo sono sempre stati, pur senza accorgersene.

ANAT. 24

(quasi ridendo) Mentre i belli diventeranno brutti!

TUTTI

(ridendo) Ma no!

ANAT. 35

I belli non c'è un solo modo di farli diventare brutti perché i brutti, in verità, non esistono.

ANAT. 36

I brutti sono solo nei nostri occhi, basta chiuderli…


Tutti chiudono gli occhi.

ANAT. 37

… ed ecco che se ne vanno per non tornare più.


Musica. Mentre gli anatroccoli agitano braccia e collo, il narratore guida gli applausi.

I brutti anatroccoli, settimo quadro

NARRATORE

I brutti anatroccoli sono stati presentati dalle classi IVa A e B della Scuola Elementare di Foiano della Chiana, Istituto Comprensivo “G. Marcelli”, nell'ordine: (presentando gli studenti, chi è chiamato fa alcuni passi verso il centro della scena e si inchina. Seguono i nomi) ...

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