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Il Gran Corvo scaccia il Corvo blu dal villaggio
Foto Alessandro Botticelli

Il corvo blu

Seconda parte

Dunque, avvenne un giorno che il Gran Corvo in persona decise di riunire il Consiglio dell'intero paese. Si doveva giudicare il comportamento del corvo Gelsomino, che tutti ormai chiamavano il corvo Blu. C'erano voci che si lamentavano perché il corvo Blu non gracchiava ma suonava. Così facendo i corvi si spaventavano mentre i padroni dei cascinali prendevano Gelsomino a ben volere, regalandogli doni d'ogni sorta per le sue belle canzoni. No! Così non andava bene. I corvi avevano un mestiere da fare, e non potevano stare tutto il giorno a oziare per i boschi suonando e cantando. E poi, per dirla tutta, il fatto che non sapesse gracchiare e che avesse il becco blu erano chiari segni della sua estraneità, della diversità fra lui e tutti gli altri.

Un disegno del Gran Consiglio dei corvi con il Gran Corvo che presiede la riunione e l'imputato Corvo blu
"Gelsomino se ne deve andare! – Sì! – Sì! – Via! – Via!"

In breve non ci fu nessuno che lo volle salvare e i corvi del Gran Consiglio decisero, all'unanimità, che da quel giorno Gelsomino non avrebbe più fatto parte della loro comunità.

Ah! Gelsomino, ti ricordi? Era un giorno di tempesta! Il vento soffiava e tu non sapevi dove andare. Nessuno ti voleva. Mettesti i tuoi strumenti musicali in una brutta valigia e partisti per chissà dove. Ah, quel gran corvaccio… averlo avuto tra le mani… che gli avresti fatto, eh? E invece… ti mettesti a suonare.