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Il Corvo blu con la sua maestra
Foto Alessandro Botticelli

Il corvo blu

Quinta parte

Gelsomino… ma davvero il gigante si addormentò? Non era poi così crudele… o forse era tanto arrabbiato soltanto perché non aveva mai sentito un bel concerto!

Addormentato il gigante, Gelsomino tornò al castello, aprì la porta che nascondeva il tesoro e divenne il corvo più ricco di tutto il paese.

Povero Gelsomino! Il paese era tutto in rovina. Mortuo l'aveva depredato. Insaziabile mangiatore com'era – era un gigante! – l'aveva asciutto come un torrente nell'estate afosa. La gente era povera e i campi senza raccolto.

Gelsomino! Che fai, stai a guardare senza far niente? Su! Svelto! Inventa qualcosa! Quando la gente è triste non serve suonare! Alla gente che piange non piace ascoltare!

Un disegno del Castello conquistato da Mortuo il gigante
A Gelsomino venne allora un'idea. Prese dalla valigia il suo tamburello e il suo flautino e, chiamato un banditore, fece il giro di tutto il paese cantando le seguenti parole:

"A tutti coloro che non hanno più nulla. È indetto un grande concorso. Cinque monete d'oro, il necessario per seminare i campi e i mattoni per delle nuove case, a chi canterà una canzone al Corvo Blu del vecchio castello."

I paesani arrivarono in massa, ognuno cantando la propria canzone. Mille vecchi, duemila signore, seimila giovani, settemila bambini. Tutti felici di poter cantare. Tutti pagati uno per uno, fino all'ultimo soldo.

Ehi, Gelsomino… guarda chi c'è! Il Gran Corvo in persona. Ah! Certo! C'era stata, quell'anno, una grande carestia. E quando i campi sono vuoti anche i corvi non hanno di che mangiare.

Il Gran Corvo chiese udienza e, riconosciuto Gelsomino, disse: "Sono felice di sapere delle tue fortune e spiacente d'averti un tempo bandito. Sono qui per chiedere perdono e un contributo per la tua gente."

Gelsomino lo perdonò ma gli fece intendere che senza canzone non gli avrebbe dato nemmeno un biscotto. Era nei patti.

Il Gran Corvo cercò di impietosirlo in tutti i modi. Sapeva gracchiare ma non sapeva cantare. Non ci fu niente da fare. Gelsomino non volle sentire ragioni e lo invitò a cantare davanti a tutta la folla.

Su! Su, Grande Corvo, su! Facci sentire cosa sai fare. "CRA!" Ah! Tutto qua! Puoi fare di meglio. Riprova. "CRAAAA!" Meglio! Però bisognerebbe cantare, non gracchiare. Ci vuole una melodia. Forza. Pensaci bene: una melodia ti verrà in mente. "Cra cra cra cra cra cra cra!"

Bravo! Bravo! Stai cantando! Visto che non era difficile!

Così cantando il Gran Corvo prese Gelsomino sotto un'ala e lo condusse di nuovo a casa, dalla sua gente, proclamandolo Gran Maestro cantore e chiedendogli di insegnare a tutti i corvi le sue belle canzoni.

Gelsomino… Gelsomino… Adesso che tutto è finito bene, che ne diresti di suonare di nuovo qualcosa di dolce per questa simpatica compagnia?