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Foto Alessandro Botticelli
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Gelsomino
Gelsomino
ma è vero che non avevi paura? Ah
mi sembrava strano. E quanta paura avevi? Tanta! Eppure partisti
Gelsomino!
potevi farti male
potevi rimanere ferito o
morire
e non tornare più
se solo ci penso
!
Nel castello rubato Mortuo danzava la sua danza di rabbia quando fu interrotto dal suono di una musica lontana. Era la musica suonata da Gelsomino. Il gigante si affacciò ad un balconcino e rimase stupito di veder arrivare dal bosco quello strano corvo dal becco blu.
Mortuo era un gigante spietato che non poteva fare a meno della buona musica. Spesso ordinava ai suoi vassalli di suonare per lui, rompendogli tutte le ossa alla prima nota sbagliata. Per questo nessuno riusciva a suonare nel suo castello per più di due minuti. L'emozione, si sa, fa sbagliare le note!
Così Mortuo era sempre solo, e sempre arrabbiato, costretto a ballare senza musica, lui che l'amava ma che non sapeva suonare. Se fino ad ora avete sentito della musica, era soltanto nella sua testa.
"Deve essere un corvo poco intelligente, quello che mi viene incontro, se non suonerà bene anche al mio cospetto! Pensò Farà una bruttissima fine!"
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Con queste buone intenzioni Mortuo si apprestò ad accogliere Gelsomino. Lo invitò ad entrare, con molte cerimonie, e, una volta entrato, visto che da molti giorni ormai non aveva più ascoltato un bel concerto, gli ordinò di cantare una semplice e allegra canzone. Lui l'avrebbe ascoltata seduto sul suo trono.
Quando ebbe finito Gelsomino si accorse che Mortuo aveva le lacrime agli occhi. Il gigante era commosso. Erano anni che non ascoltava un così bel canto! "Sento la rabbia andare via!" Urlò, implorando Gelsomino di cantargli subito una nuova, malinconica canzone. E Gelsomino, che era sempre contento quando cantava, lo accontentò. Prese un flauto e, suonando
suonando s'incamminò
e camminò
e camminò
Mortuo lo seguiva come se fosse in un bel sogno. Quanto gli piaceva il suono di quel flauto!
Camminando uscirono dal castello, entrarono nel bosco e passarono il fiume, senza accorgersene. Quindi, una volta vicini al bel ruscello, Gelsomino fece adagiare il gigante su una roccia e lo addormentò. Mortuo sorrideva e diceva: "Adesso sto bene!"