Come è nato il manubrio ricurvo della
bicicletta da corsa? Se pensate di saperlo vi siete sbagliati. La vera storia è scritta qui!
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TRADUZIONI:
Albanese -
Casanesco -
Modicano -
Rumeno

Forse nessuno vi ha
mai raccontato la vera storia del perché il manubrio
della bicicletta da corsa è ricurvo, come fosse il
corno di uno strano ariete.
Bene, è venuto il momento di porvi rimedio.
Dovete
dunque sapere che diversi anni fa tutte le
biciclette, comprese quelle da corsa, avevano lo
stesso manubrio: diritto come il manico di una
scopa.
Finché un giorno un ciclista di nome Girolamo,
proprio mentre era in sella alla sua bicicletta
da corsa, tirò fuori da una tasca una barretta
di cioccolato del commercio equo e solidale, la
scartò e cominciò a mangiarla.
GNAM! GNAM! GNAM!
S’approssimava il Natale ma in cielo splendeva
un gran sole e fu così che tra il sole e tra le
mani sudate di Girolamo la barretta di
cioccolato iniziò a sciogliersi lasciando
cadere una goccia del suo buon prodotto proprio
sulla manopola del manubrio che le stava sotto.
Perdincibacco! La manopola ne ebbe uno shock!
Figuratevi: abituata alla polvere e al sudore di
Girolamo all’assaggiare il cioccolato fu
scossa da un tremito di gioia e, non saziandosi
di quella piccola goccia che l’aveva appena
sfiorata, cominciò a volerne sempre di più.
Girolamo
pedalava senza mani in un bel pezzo di strada
diritta costeggiata da pini secolari. Gli
piaceva pedalar così: il busto eretto, lo
sguardo all’aria. E tanto ammirava il
paesaggio e tanto respirava quell’aria buona
che l’ultimo pezzo della barretta di
cioccolato prese a cadere gocciolando
sull’asfalto.
Non vi dico di che tinta divenne la manopola nel
vedere tutto quello spreco. «A me! A me!»
cominciò a urlare e tanto fu la voglia di
prendersi quelle gocce di buon cioccolato che
iniziò a muoversi, a spingere e a rigirarsi. E
con lei il manubrio intero, anche lui lieto di
potersi cullare con un po’ di ristoro dopo i
tanti chilometri percorsi.
Girolamo fu
molto sorpreso da tutto quello strano movimento,
ma ancor più sorpreso rimase quando, tornato a
casa, il manubrio, lasciando ticchettare i suoi
freni, gli disse in poche parole che voleva
essere ricoperto con un bel nastro affinché il
sapore di cioccolato che l’aveva tutto pervaso
non potesse più andar via.
Da allora
quel manubrio non è più stato cambiato ed è
proprio così che è nato: per via di una
manopola golosa, di un ciclista sognatore e di
una barretta di cioccolato sotto il sole.