con il cioccolato
del Commercio Equo e Solidale
2a EDIZIONE
Cooperativa Wipala
per un commercio equo e solidale
(info@wipala.org) .:.
Un foglio bianco, alcune gocce di
cioccolato ed ecco che una vigilia di Natale da triste
si fa lieta. Provate anche voi!
L'animazione è dedicata ai più piccini. Non
potendo leggere almeno si divertiranno a guardare e
così anche loro, buttando giù una bella faccia su un
foglio, potranno partecipare al concorso.
NOTA BENE: se la
narrazione audio non si avvia automaticamente clicca
sulle seguenti icone per ascoltarla in versione wav o
mp3:
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La notte della vigilia di un
lontano Natale, su un foglio bianco come la neve e
triste come un salice piangente – i fogli bianchi sono
sempre tristi finché non vengono colorati! -, cadde una
goccia di cioccolato calda e buona del commercio equo e
solidale.
Il foglio la guardò e pensò: «Che strano… sembra
proprio un naso… un naso di cioccolato!».
La goccia a forma di naso di cioccolato, che aveva
sentito tutto, fu lieta che il foglio l’avesse
riconosciuta e subito si presentò: «Buongiorno, signor
foglio!».
«Buongiorno, signor naso! – rispose il foglio, con
molta educazione. – Che desidera?».
«Io e alcuni amici siamo venuti a farle compagnia per
la vigilia di Natale!».
«Davvero? E perché mai?» chiese il foglio,
incuriosito.
«Perché abbiamo visto che è triste e nessuno deve
essere triste per la vigilia di Natale, nemmeno un
foglio bianco!» esclamò il naso.
«Mi ci vuole ben altro che un naso per diventar felice»
rispose allora il foglio con aria affranta.
«Stia a vedere…» disse il naso e… PLOF!… un
sopracciglio di cioccolato comparì sul foglio.
«Le basta?» chiese il naso.
«Per far che?» rispose il foglio.
«Ma per essere felice!» esclamò il naso.
«No!» fece eco il foglio e… PLOF!… un altro
sopracciglio venne a posarsi accanto al primo.
«Le basta?» chiese di nuovo il naso.
«Macché» rispose il foglio, scuotendo il capo e…
PLOF!… un occhio venne a cadere sotto a un
sopracciglio.
«Le basta?» chiese ancora il naso.
«Nnn…» biascicò il foglio, ancor più perplesso
e… PLOF!… un altro occhio giunse a far compagnia al
primo.
«Le basta?» chiese quindi il naso.
«Tze!» brontolò il foglio, a testa bassa e… PLOF!…
una bocca seria si stampò proprio sotto il naso.
«Le basta?» chiese dunque il naso.
«Ora poi certo che no!» esclamò il foglio, sempre più
triste e… PLOF!… una faccia piena di capelli di
cioccolato si mise a racchiudere naso, sopracciglia,
occhi e bocca.
«Le basta?» chiese infine il naso.
«Che scherzo è?» domandò il foglio in tutta
risposta, sgranando gli occhi.
«Se solo ci dà ancora un attimo di pazienza…»
rispose il naso e… PLOF!… la goccia di cioccolato
che era caduta a far da bocca si allargò fino ad andare
a formare uno splendido e gigantesco sorriso di
cioccolato, da orecchio ad orecchio si sarebbe detto, se
quella faccia di cioccolato li avesse avuti.
A questo punto il foglio più non fu capace di resistere
e, abbandonata la tristezza, cominciò a ridere e ad
essere felice.
Così, ridendo a denti larghi, il foglio che era bianco
passò la sua notte di vigilia e quando fu Natale primo
a lasciarlo fu la faccia che conteneva il sorriso, gli
occhi, le sopracciglia e il naso, poi venne la volta
proprio del naso, con tanto di saluti, quindi furono le
sopracciglia ad abbandonare il foglio e a seguire gli
occhi. E siccome il foglio non smetteva di ridere, perché
ormai, come dire, era contento, alla fine se ne andò
anche il sorriso, ballando una mazurca e un valzer lento.